Migranti fermi su Open Arms, i pm chiedono il processo per Salvini

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Fonti ed evidenze: Ansa, Today

Nel processo sul caso Open Arms, che vede come imputato il leader della Lega Matteo Salvini, salgono a 23 le parti civili tra cui il comune di Palermo.

open arms salvini

 

La Procura di Palermo, al termine dell’udienza preliminare,  ha chiesto il rinvio a giudizio per il leader della Lega, il senatore Matteo Salvini. L’ex Ministro dell’Interno è accusato di sequestro di persona e rifiuto di atti d’ufficio per aver negato – nell’agosto del 2019 – lo sbarco dei 147 migranti che si trovavano a bordo dalla nave Ong spagnola Open Arms. L’udienza si è svolta nell’aula bunker del carcere Ucciardone di Palermo.

In accoglimento delle richieste della Procura, il giudice Lorenzo Jannelli non ha ammesso la presenza della stampa in aula. Il gup ha ammesso anche i comuni di Palermo e di Barcellona come parti civili insieme alla Ong di Emergency e a due naufraghi. Pertanto salgono a 23 le parti civili nel procedimento a carico del capo del Carroccio. Nel vedere l’amministrazione di Orlando – sindaco del capoluogo siculo – costituirsi parte civile nel processo contro Salvini, il capogruppo della Lega a palermo, Igor Gelarda, ha commentato: ” L’amministrazione Orlando non si è mai costituita in quello che è stato il più importante processo contro la Mafia degli ultimi anni. Per il processo Cupola 2.0, infatti, quando gli inquirenti hanno evitato che si ricostituisse la commissione provinciale di Cosa nostra, il Comune non risulta tra le parti civili, diversamente da come hanno fatto altri comuni della provincia. Eppure si è trattato di un processo importantissimo, il cui primo grado dello stralcio abbreviato si è chiuso con 46 condanne, 435 anni complessivi di carcere. Mentre per un processo controverso e anomalo, come quello contro l’allora ministro Salvini, invece il sindaco Orlando si è subito attivato. Crediamo che Orlando debba chiarire“.

Tuttavia, pur non essendoci più Matteo Salvini al Viminale, per le Ong la situazione pare non essere migliorata. Tutt’altro. Il successore di Salvini, il Ministro degli Interni Luciana Lamorgese – che pure ha smantellato  i decreti sicurezza approvati durante il primo Governo di Giuseppe Conte – avvalendosi di strumenti diversi, ha bloccato più Ong di Salvini. A farlo emergere è stato il ricercatore Matteo Villa che ha confermato quanto denunciato da Frontex, l’ agenzia europea che monitora l’immigrazione verso l’Italia. Secondo i dati riportati da Villa, il Ministro Lamorgese sarebbe arrivata a bloccare anche sette battelli delle Ong contemporaneamente: Salvini arrivò a fermarne quattro in contemporanea nell’estate del 2019. Tuttavia Lamorgese si sarebbe mossa in silenzio, avvalendosi di un modus operandi completamente diverso da chi l’ha preceduta. L’attuale capo del Viminale, infatti, si sarebbe servita del fermo amministrativo: inibendo la navigazione alle sette navi – come fossero navi commerciali – e contestando irregolarità riguardo la strumentazione e la dotazione di sicurezza a bordo.

 

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