“AstraZeneca somministrato subito ai politici”. La proposta per convincere i cittadini a vaccinarsi

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Fonti ed evidenze: Ministero della Salute, Repubblica

Ancora caos riguardo al vaccino di AstraZeneca, sospeso in via precauzionale da diversi Paesi europei. E così, per riabilitarlo, ariva una proposta: dovrà essere somministrato prima ai politici.

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Getty Immages/ Chris Mc Grath

Il Ministero della Salute informa che i casi totali – attualmente positivi, morti e guariti – sono saliti di 24. 935 unità e prtano il totale a 3.306.711. Nelle ultime ventiquattro ore 423 morti che fanno salire le vittime a 103.855 e 15.976 guariti che raggiungono quota 2.655.346. Totale persone vaccinate: 2.225.652.

I casi attualmente positivi salgono a 547.510, +8502 rispetto a ieri. I ricoverati sono 26.694, +177 mentre in terapia intensiva 3333 assistiti, + 16 da ieri.

AstraZeneca? Sì, ma prima ai politici

Non si placano le polemiche intorno ad AstraZeneca, il vaccino  formulato con la collaborazione dell’Università di Oxford. Dopo lo stop di Danimarca, Islanda e Norvegia, qualche giorno fa anche Germania, Francia e Italia hanno sospeso – in via precauzionale – la somministrazione del siero anglo svedese. La decisione di mettere in stand by un vaccino in un momento in cui l’Italia dovrebbe premere sul pedale dell’acceleratore per recuperare i ritardi sulla tabella di marcia, ha sollevato critiche da parte di diversi esperti. Il direttore delle Malattie infettive dell’ospedale milanese Sacco – il professor Massimo Galli – ha definito tutta la questione una “enorme bufala” specificando che non è ancora stato riscontrato alcun nesso causale tra AstraZeneca e i decessi avvenuti dopo la somministrazione del medicinale. Sulla stessa lunghezza d’onda la virologa Ilaria Capua. Ad essi si è presto aggiunta la voce del microbiologo dell’Università di Padova, il professor Andrea Crisanti. Crisanti, in un primo tempo scettico sulla sicurezza di vaccini prodotti in così poco tempo, ora si dichiara così certo della sicurezza di AstraZeneca da ritenere superflue persino le autopsie sui morti. Nel frattempo, però, l’autorità nazionale danese non ha perso tempo e ha inviato una lettera a tutti coloro che, negli ultimi 14 giorni, sono stati vaccinati con AstraZeneca. Nella missiva sono stati elencati i sintomi che devono destare preoccupazione e che richiedono l’immediato intervento di un medico.

Per riabilitare il vaccino finito nell’occhio del mirino – e delle procure – a seguito dei decessi avvenuti dopo la somministrazione, da un consigliere regionale pugliese è arrivata una proposta originale: iniettarlo prima ai politici. La mente di questa idea è Antonio Tutolo, esponente della lista Con Emiliano. Tutolo ritiene che somministrare il vaccino oggetto di inchieste prima ai politici, sarebbe un bel segnale circa la sua assoluta sicurezza e convincerebbe anche i cittadini più scettici: “Se riprende la somministrazione  sarà indispensabile l’esempio dei membri delle Istituzioni. L’unico modo per ridare fiducia in quel vaccino è che le istituzioni diano l’esempio concreto e si vaccinino pubblicamente. Sarebbe da pazzi, altrimenti, pensare di tranquillizzare la gente solo con le parole“.

L’Agenzia italiana del farmaco – Aifa – ha deciso di estendere in via precauzionale il divieto di utilizzo del vaccino AstraZenceca Covid-19 su tutto il territorio nazionale in attesa dei pronunciamenti dell’Ema, l’Agenzia europea del farmaco. Ma, anche qualora il vaccino di Oxford venisse riabilitato, sussisterà un grave problema di fiducia e di paura. Potrebbero essere tante le persone che sceglieranno di rifiutare l’iniezione se non potranno scegliere quale farmaco farsi somministrare. Di conseguenza la campagna vaccinale potrebbe subire un rallentamento notevole. Quindi – prosegue il consigliere Tutolo – “Nel caso in cui si dovesse propendere per la riammissione di AstraZeneca in Italia, tutti devono dare l’esempio: dal presidente del Consiglio ai ministri fino ai consiglieri regionali; dai sindaci, agli assessori e ai consiglieri comunali. Diversamente, i cittadini avranno ben ragione di rifiutarsi e di domandarsi se siano veramente rappresentanti degnamente e da gente responsabile“.

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