Sette casi di trombosi cerebrale: la Germania spiega perchè ha fermato AstraZeneca

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Fonti ed evidenze: Corriere della Sera, Adnkronos

Lo stop al vaccino AstraZeneca ha colpito diversi paesi europei, inclusa la Germania che pure era a buon punto con le vaccinazioni. Angela Merkel spiega il motivo.

Germania AstraZeneca 17 marzo 2021 leggilo.org
Getty Images/Pool

La sospensione della somministrazione del vaccino AstraZeneca in numerosi paesi europei e non è senz’altro l’argomento chiave che i governanti di numerosi paesi stanno affrontando in queste ore: l’importanza del farmaco in Germania, Italia, Francia e negli altri paesi che ne hanno sospeso l’utilizzo è vitale perché si parla di circa il 50% delle dosi complessive previste per il piano di vaccinazioni a tappeto volto ad affrontare la pandemia di Coronavirus. Lo stop ad AstraZeneca è arrivato nel nostro paese proprio dopo la decisione della Germania, governata dal Cancelliere Angela Merkel, di fermare l’imponente macchina della Sanità per degli accertamenti sul farmaco che pure è ritenuto sicuro da numerosi esperti anche in paesi che sono già a buon punto con le vaccinazioni: è il caso della Gran Bretagna che su 17 milioni di vaccinazioni ha riscontrato poche decine di casi di malori, ritenuti slegati dall’uso del vaccino. Ma il sospetto si è insinuato nei ricercatori del Paul Ehrlich Institute, la massima autorità tedesca in merito alla sicurezza di qualsiasi vaccino amministrato nel paese. I medici ritengono che ci siano gli estremi per un indagine, anche se non lanciano messaggi allarmisti.

I ricercatori dell’istituzione hanno rilasciato un comunicato, diramato dalla Merkel in persona – che aveva garantito la sicurezza del vaccino – tramite i canali di comunicazione ufficiali del paese: “Abbiamo notato un impressionante accumulo di una specifica forma di rara trombosi cerebrale venosa in concomitanza con un calo di piastrine nel sangue e sanguinamento avvenute in prossimità temporale con la somministrazione del vaccino AstraZeneca”, spiegano i ricercatori che hanno studiato il fenomeno. C’è una piccola percentuale di aumento dell’incidenza di questa particolare patologia – dicono i medici – che richiede analisi approfondite: “Normalmente, l’incidenza di questa condizione è di 3-4 casi in un anno ogni milione di abitanti. Ne sono stati individuati 7 casi su 1,6 milioni di persone vaccinate”. Un aumento irrisorio ma sufficiente per preoccupare i medici e richiedere analisi: bisogna comunque precisare che ufficialmente, nessuno ha ancora trovato prove che leghino il vaccino AstraZeneca ai decessi ne in Germania ne in Italia. Ciononostante, lo stop permane e l’Ema – la cui decisione in merito al farmaco è attesa per domani – continua gli accertamenti. I medici tedeschi hanno voluto specificare che è probabile che ad aver aumentato di una percentuale irrisoria la possibilità che si verifichi questo particolare problema di salute in alcuni individui predisposti potrebbero essere stati dei lotti in particolare, forse mal conservati o contaminati. Al momento, anche questa ipotesi è al vaglio degli esperti. Intanto, il Ministro della Salute Roberto Speranza che aveva basato proprio sulla decisione tedesca lo stop della somministrazione del vaccino torna a rassicurare il pubblico, promettendo una decisa ripresa della campagna già nei prossimi giorni: “La campagna di vaccinazione va avanti e avrà un’accelerazione con l’arrivo di 50 milioni di dosi nel secondo trimestre”, afferma pubblicamente il politico. Nelle prossime ore, dovrebbero arrivare nuove notizie in merito.

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