Covid, 23.641 casi e 307 morti. Per alcuni studiosi i Lockdown finiranno per rafforzare il virus

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Fonti ed evidenze: Ministero della Salute, Science, Open

Notizie inaspettate dal mondo scientifico. Secondo alcuni studi la politica per affrontare il virus dovrebbe essere diversa

Covid quando finirà
Getty Immages/ Sean Gallup

Il Ministero della Salute informa che i casi totali – attualmente positivi, morti e guariti –  sono saliti di 23.641 unità e portano il totale a 3.046.762. Nelle ultime ventiquattro ore 307 morti e fanno salire le vittime a 99.578 e 13.984 guariti che raggiungono quota 2.481.372.

I casi attualmente positivi sono 465.812 , + 9342 rispetto a ieri. I ricoverati sono 20.701 +327 mentre nelle terapie intensive 2571 assistiti, +46 da ieri.

Covid: i lockdown non sono la soluzione

Nell’aprile 2020 – quasi un anno fa – in uno studio apparso sulla rivista scientifica Science, un gruppo di ricercatori di Harvard cercò di rispondere al quesito che in tutto il mondo ci ponevamo: quando avrà fine la pandemia di Covid? Gli scienziati, basandosi non direttamente sul Covid-19 ma analizzando il comportamento di altri Coronavirus già noti alla specie umana,  mostrarono due scenari possibili. Nel primo scenario, gli studiosi ipotizzavano un’immunità permanente: in pratica, finita la prima ondata pandemica saremmo dovuti essere protetti. Nel secondo, invece – quello che alla luce dei fatti sembra essere risultato corretto – l’immunità data dal Coronavirus avrebbe avuto una durata limitata di qualche mese.

A distanza di un anno e, nonostante il vaccino, oggi sappiamo che anche chi è già guarito come anche chi ha già ricevuto entrambe le dosi vaccinali, può reinfettarsi con una delle varianti del Covid. Per questa ragione il nostro Governo – come molti virologi ed infettivologi – continuano a ritenere necessarie le chiusure. Alcuni, addirittura – come gli scienziati Andrea Crisanti e Massimo Galli –  ritengono necessario un nuovo lockdown totale. Ma siamo certi che sia questa la strada giusta? Secondo un nuovo studio pubblicato su nuovamente Science la risposta è no. Addirittura, secondo alcuni dei massimi esperti in materia, le chiusure non farebbero altro che posticipare la fine della pandemia: se continuiamo a tenere tutto chiuso il Covid potrebbe tenerci compagnia per altri 10-20 anni.

La ricerca è stata condotta dalla dottoressa Jennie S.Lavine del Dipartimento di Biologia della Emory University di Atlanta e dal dottor Ottar N. Bjornstad del Dipartimento di Biologia dell’Università della Pennsylvania. I due scienziati – basandosi su altri tipi di Coronavirus come quelli influenzali – sono giunti alla conclusione che liberarci del tutto del Covid è praticamente impossibile ormai. Tuttavia è possibile farlo diventare endemico come altri virus della stessa famiglia con cui siamo abituati a convivere da anni. Una volta diventato endemico, il Covid perderebbe gran parte della sua aggressività e, di conseguenza, farebbe sempre meno vittime. In una prima fase sarebbe determinante tutelare con ogni mezzo i soggetti più a rischio come gli anziani o coloro affetti da altre patologie serie. Poi – sostengono i due esperti – mano a mano che il virus si diffonderà, inizierà ad infettare sempre meno e principalmente i soggetti più giovani e i bambini, dotati di un sistema immunitario più forte.

In poche parole: per liberarci in fretta della pandemia dobbiamo fare in modo che il virus circoli il più rapidamente possibile. E affinché ciò avvenga è necessario riaprire tutto: dalle scuole ai ristoranti. Sempre, ovviamente, tutelando i soggetti maggiormente esposti. In questo modo il virus non sparirà ma diventerà alla stregua di una normalissima influenza. La soluzione non sembra dissimile da quella che, circa un anno fa, propose il premier britannico Boris Johnson: lasciare tutto aperto – tutelando solo anziani e persone a rischio – al fine di creare un’immunità di gregge naturale. Il primo ministro del Regno Unito attirò su di sé critiche e accuse che lo convinsero a cambiare ben presto direzione allineandosi al resto d’Europa. Ma forse l’idea giusta era la prima.

 

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