Errori di calcolo nelle pensioni, l’Inps chiede migliaia di euro in restituzioni

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Fonti ed evidenze: Giornale, Fanpage

L’Inps torna a ricalcolare le pensioni, richiedendo indietro migliaia di euro a causa di alcuni errori. Tuttavia, legalmente, ci sono più ragioni per cui ciò non è possibile.

Inps Pensioni 4 febbraio 2021 Leggilo.org
Getty Images/Sean Gallup

Come annunciato ormai da mesi, l’Inps ha avviato una massiccia campagna di riscossione di denaro che interessa le pensioni di migliaia di anziani italiani che pure si trovano in un momento di enorme fragilità a causa della crisi economica portata dalla pandemia di Covid. Peggio ancora, non si tratta della riscossione di poche decine di euro bensì di cifre che partono da centinaia di euro fino ad arrivare al tremendo record di 30.000 euro. La ragione dietro questa spaventosa riscossione deriva da alcuni errori interni al sistema di calcolo delle pensioni utilizzato dall’Inps che pure utilizza sistemi automatizzati per queste operazioni. Tra l’altro ironia vuole che le lettere per la riscossione del denaro stiano arrivando proprio nel periodo in cui l’ente statale dovrebbe erogare i bonus e gli aiuti destinati ai lavoratori più colpiti dalla pandemia che si attestano in molti casi sui 1.000 euro pro capite.

La domanda che molti pensionati si sono posti di fronte a questa richiesta di restituzione di denaro è la seguente: l’Inps può farlo senza incorrere in conseguenze legali? La risposta arriva dall’avvocato Celeste Collovati, impegnato in diverse cause nate da questa controversia: “La comunicazione risulta priva di elementi essenziali che rende difficile per il cittadino mettere in piedi una difesa”, analizza il legale riferendosi proprio alla famigerata lettera che richiede quasi 30.000 euro ad un pensionato – nello specifico, si parla di 29.231,30 euro – senza però fornire i dettagli necessari per chiarire i termini con cui tale denaro è stato erogato al cittadino. L’avvocato Collovati spiega come ha risolto questo specifico caso e come questo può creare un precedente per tutti quei pensionati che si fossero trovati nella cassetta della posta una comunicazione simile:    L’errore è totalmente a carico dell’Inps il quale è tenuto alla cancellazione del debito e non può richiedere la restituzione di importi già versati, in quanto non si configura come dolo dato che l’Inps era già a conoscenza di tutti i redditi del cittadino”, analizza l’avvocato. Chi dovesse ricevere queste lettere choc, insomma, ha tutto il diritto di non pagare poiché l’errore è stato causato dall’operato dell’ente e non del cittadino.

 

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