Coniugi scomparsi, “Il sangue trovato sul ponte è di Peter Neumair”, dicono i Ris

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Fonti ed evidenze: Ansa, TgCom24

Il sangue rinvenuto sul ponte di Vedena appartiene a Peter Neumair. Un accertamento che aggrava la posizione del figlio Benno, principale accusato per la scomparsa dei genitori. 

Coniugi scomparsi, "Il sangue trovato sul ponte è di Peter Neumair"
Benno Neumair/Facebook

Continuano le indagini volte a chiarire il caso della scomparsa di Peter Neumair e della moglie Laura Perselli, spariti la sera del 4 gennaio a Bolzano e per i quali si sospetta il peggiore degli esiti: i due potrebbero essere stati uccisi dal figlio Benno. Gli inquirenti, infatti, nei giorni scorsi avevano rinvenuto delle tracce di sangue sul ponte sull’Adige a Vedena – il luogo da dove, secondo chi indaga, Benno potrebbe essersi sbarazzato dei copri dei genitori. Secondo le ultime novità, raccontate nel corso di una telefonata alla trasmissione tv Quarto Grado dal direttore del quotidiano Alto Adige Alberto Faustini, quel sangue apparterrebbe proprio a Peter Neumair.

Il giornalista ha spiegato che la conferma è arrivata direttamente dai Ris, sottolineando come questa notizia non faccia altro che alimentare i sospetti su Benno e dare maggiore consistenza all’ipotesi sarebbe stato proprio il figlio a togliere la vita ai genitori, prima di liberarsi dei cadaveri spingendoli giù dal ponte. “Stando a quanto ci dicono gli inquirenti, l’inchiesta, per ora, non avrà un’accelerazione. Gli investigatori, evidentemente, devono ancora mettere a posto altri tasselli di questo complicato mosaico“, ha precisato Faustini.

Il cerchio pare però stringersi attorno a Benno Neumair, ritenuto oramai il principale sospettato dalla Procura, che nei giorni scorsi aveva chiesto ad una amica del giovane – residente ad Ora – di consegnare i vestiti che il figlio dei coniugi scomparsi indossava la sera del 4 gennaio, quando andò a trovarla. Secondo il suo racconto, Benno appena arrivato a casa era corso a farsi una doccia e l’amica – per fargli una cortesia – aveva messo gli indumenti in lavatrice e, una volta lavati, li aveva riposti in un armadio. Dopo le notizie relative al caso, però, la donna ha deciso di consegnare agli inquirenti le 3 t-shirt, la felpa, i pantaloni e la biancheria che Benno le aveva consegnato, che ora saranno analizzate dai Ris.

La donna, che ha smentito che gli abiti fossero sporchi o che presentassero macchie di sangue, risulta attualmente indagata. “Un atto dovuto“, secondo l’avvocato bolzanino Federico Fava. “Il procedimento a brevissimo sarà archiviato“, ha assicurato il legale all’Ansa. “La ragazza, molto spaventata dagli eventi, ha collaborato in maniera piena e spontanea con i magistrati“, ha concluso Fava.

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