Conte ha messo in lockdown le Sardine: nulla da dire su Dpcm, scuole chiuse e locali allo stremo

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Fonti ed evidenze: Adnkronos, Bologna Today

Da mesi non si alza la voce di protesta delle Sardine, il movimento di piazza nato per iniziativa del bolognese Mattia Santori. Nessun commento sulle attività costrette a chiudere né sulla situazione della scuola.

Il Covid ha messo in lockdown non solo milioni di negozianti – costretti a tenere le saracinesche abbassate nelle Regioni in zona rossa – e i ristoratori che, anche nelle zone gialle, devono comunque sospendere il servizio al tavolo a partire dalle ore 18. Momento di temporanea “messa in stand by” anche per le Sardine, a quanto pare. Il movimento nato ai tempi delle elezioni regionali in Emilia Romagna per iniziativa del ricercatore Mattia Santori non si fa sentire da un po’. L’ultimo intervento “saliente” risale a metà novembre 2020 quando si sono visti costretti ad annullare la festa organizzata per il loro primo compleanno. La ricorrenza, secondo i piani degli organizzatori, si sarebbe dovuta svolgere in piazza a Bologna. Ma il momento non era esattamente il migliore: l’Italia, infatti, era già in piena seconda ondata e un evento del genere avrebbe potuto incentivare assembramenti. A maggio le stesse Sardine si erano schierate nettamente dalla parte del Governo, pronte a denunciare le persone che volevano scendere in piazza per manifestare contro i Dpcm. Eppure il 14 novembre, in piena pandemia, volevano tornare loro in piazza non per manifestare ma per ricordare al mondo della loro “nascita” avvenuta esattamente un anno prima. Contro l’iniziativa del movimento si erano scagliati i Cinque Stelle: “In un momento come quello che stiamo vivendo la festa di compleanno delle Sardine in piazza Maggiore è da considerarsi assolutamente fuori luogo. Si tratta di un gesto da irresponsabili” – aveva sentenziato la consigliera regionale pentastellata Silvia Piccinini.

In seguito ad un’ordinanza del sindaco di Bologna Virginio Merola che vietava manifestazioni ed eventi nel centro storico, le Sardine comunicarono la loro decisione di annullare la festa in piazza : “La salute pubblica è un bene non negoziabile, il rispetto delle regole neanche” Ma, a parte questa breve parentesi, sono mesi che le Sardine non intervengono per esprimere il loro parere – consenziente o dissenziente a questo punto non si sa – sulla situazione che il Paese sta vivendo. Agli albori, il giovane Mattia Santori, nella maggior parte degli interventi televisivi, ribadiva che il suo movimento nasceva con l’intenzione di vigilare sulla democrazia. Ma mai nessun commento sul fatto che il Premier Giuseppe Conte, da un anno, legiferi attraverso Dpcm che non necessitano dell’approvazione parlamentare.

E nessun commento neppure sulla situazione della scuola. La didattica a distanza – che tra una chiusura e una riapertura va avanti da quasi un anno – penalizza milioni di studenti ampliando il divario tra figli di famiglie benestanti e figli di famiglie in difficoltà. Infatti se in un nucleo familiare non particolarmente agiato i figli in età scolare sono due o più, sarà difficile fare in modo che tutti possano avere a disposizione un computer per seguire le lezioni a distanza. E non tutti i genitori avranno le adeguate competenze per aiutare i figli nei compiti ma non tutti potranno permettersi ripetizioni private. Sono state spese ingenti risorse per i banchi con le rotelle fortemente voluti dal Ministro dell’Istruzione Lucia Azzolina e dal commissario Domenico Arcuri, ritenuti i più sicuri per il ritorno in classe degli studenti. Ma, ad oggi, gli studenti ritornati a seguire le lezioni in presenza sono ben pochi. Ma le Sardine mute.

 

 

 

 

 

 

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