Conte ha chiesto la conta in Parlamento “Farà la fine di Prodi”

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Fonti ed evidenze: Messaggero, Sole24Ore, Corriere della Sera

Anche l’ex Premier Romano Prodi interviene a commentare la crisi che sta investendo il Governo e l’ipotesi di nuove elezioni.

prodi_elezioni 11.01.2021 Leggilo.org
Getty Images/ GEORG HOCHMUTH

L’idea di nuove elezioni ora – in piena pandemia, con migliaia di ristoratori che protestano contro i Dpcm del Premier Giuseppe Conte che vorrebbe anche vietare l’asporto dopo le ore 18, con cittadini messi sempre più in ginocchio dalla crisi economica – non piace a nessuno. Non piace al Partito Democratico di Nicola Zingaretti che si è detto pronto a scaricare Italia Viva e a blindare Conte a Palazzo Chigi in caso di imminente reimpasto. Ma piace ancor meno ai Cinque Stelle che – a seguito della forte emorragia di senatori e deputati subita nell’ultimo anno – non avrebbero i numeri. Il Premier, pur di non far saltare l’Esecutivo, si è dichiarato disponibile ad un corposo reimpasto che vedrebbe due renziani occupare posti di prestigio come i dicasteri dei Trasporti – dove la prescelta sarebbe Maria Elena Boschi – e della Difesa che verrebbe sottratto al pentastellato Marco Guerini. Meno disposto, invece, ad un Conte Ter che comporterebbe le sue dimisiioni e lo scioglimento delle Camere. Forse la scarsa fiducia in Matteo Renzi lo fa dubitare di questa proposta proveniente proprio dall’ex sindaco di Firenze. Anche se, nelle ultime ore, messo con le spalle al muro, Giuseppe Conte si è mostrato sul punto di cedere e di rassegnarsi alle dimissioni

Non si è tirato indietro dal dire la sua l’ex Presidente del Consiglio Romano Prodi. Intervenendo nel corso della trasmissione TitoloV su Rai Tre, Prodi ha affermato che andare al voto sarebbe una follia: “Al voto si va più spesso per incidente che per disegno. Razionalmente è una follia ma gli incidenti capitano”. Il professore spiega che, se il leader di Italia Viva Matteo Renzi andrà fino in fondo e farà cadere i giallorossi, al Governo mancheranno i numeri. Che fare dunque? Se il voto è una follia, quale futuro attende il Paese ancora in piena emergenza sanitaria ed economica? Prodi non esita ad esprimere il suo appoggio ad un nuovo Governo con un potere centrale molto forte: un Governo, quindi, che pur dialogando con le Regioni prenda le decisioni più importanti per l’Italia: “Io ho suggerito di creare un’autorità centrale per questo grandissimo bottino che può cambiare davvero l’Italia. Il Presidente del Consiglio e i due Ministri dell’Economia devono fare un gruppo tecnico – presso la Presidenza del Consiglio – arricchiti da consulenti esterni che dialoghino con le Regioni e le parti sociali. Ma  ci vuole un potere centrale forte che prende le decisioni”.

Già a pochi giorni dal Natale, Prodi – in un’intervista al Corriere della Sera – invitava Conte a fare in fretta perché non c’era più tempo per mediare. E sarcasticamente invitava anche Matteo Renzi ad “abbassare la cresta” e andarci piano con la sua spregiudicatezza perché – numeri alla mano – andare ad elezioni non converrebbe neppure a lui: Italia Viva, infatti corre il rischio di passare da 48 a 5 seggi. Il professore asseriva: “Un suggerimento a Conte? Fare presto. A Matteo Renzi un consiglio ciclistico: adagio nelle discese e attento alle curve”. 

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