628 morti, 13.318 nuovi casi. E il vaccino Pfizer in Italia rischia di essere distribuito in ritardo

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Fonti ed evidenze: Ministero della Salute, Fatto Quotidiano, TgCom24

La variante inglese del Coronavirus potrebbe comportare ritardi considerevoli nell’avvio della campagna vaccinale in Italia.

coronavirus_variante_inglese_vaccino 22.12.2020 Leggilo.org
Getty Images/ Alberto Pizzoli

I dati del Ministero della Salute in merito alla situazione di oggi ci informano che i casi totali – attualmente positivi, morti e guariti – salgono di 13.318 unità che portano il totale a 1.977.318. Nelle ultime ventiquattro ore 628 morti che fanno salire il totale delle vittime a 69.842. Da ieri 166.205 tamponi.

I casi attualmente positivi sono 605.955, – 7627 da ieri. I guariti raggiungono quota 1.301.573, registrando un incremento di 20.315 unità nelle ultime ventiquattro ore. I ricoveri scendono a 24.948, -197 mentre gli assistiti in terapia intensiva sono 2687, -44 rispetto a ieri.

Vaccino: la variante inglese potrebbe far saltare tutti i piani

In medicina, come nella vita, può succedere che quando si è vicinissimi all’obiettivo, un imprevisto faccia saltare i piani e costringa a rimettere tutto in discussione. Ed è quanto potrebbe accadere al vaccino anti Covid a causa della nuova variante inglese del virus. Ieri l’Agenzia europea del farmaco – Ema – ha dato il via libera al vaccino della Biontech- Pfizer le cui prime dosi dovrebbero arrivare in Italia intorno al 15 gennaio, data in cui dovrebbe partire ufficialmente la campagna vaccinale anche in Italia. Il nostro Paese, infatti, parte in ritardo rispetto a Gran Bretagna, Germania, Stati Uniti, Cina ed Emirati Arabi. Il commissario straordinario per l’emergenza Covid, Domenico Arcuri, qualche giorno fa, si dichiarava sicuro che tra l’estate e la fine dell’autunno 2021, tutti gli italiani saranno vaccinati. Sulla stessa lunghezza d’onda anche il professor Franco Locatelli, presidente del Consiglio superiore di Sanità che – intervistato da Il Fatto Quotidiano – ha dichiarato che l’obiettivo è vaccinare almeno il 70% degli italiani entro l’autunno del prossimo anno. L’esperto ha, inoltre, puntualizzato che la tanto temuta variante inglese del virus  – che si è già manifestata su una donna a Roma – non dovrebbe comportare complicazioni sul fronte del vaccino: “I colleghi inglesi ci informano di una maggiore velocità di trasmissione ma per il resto non c’è nulla di diverso. Non vi sono elementi per pensare che il vaccino possa perdere di efficacia“. In pratica Locatelli ha dichiarato, con una certa sicurezza, che circa 42 milioni di italiani saranno vaccinati entro i primi nove mesi del 2021.

Di diverso parere, tuttavia, il fondatore di Biontech, Ugur Sahin. Sahin -durante la presentazione a Magonza del vaccino anticovid prodotto con la Pfizer –  ha spiegato che un adeguamento del vaccino alla nuova variante del virus comparsa in Gran Bretagna  potrebbe durare anche sei settimane. A cui, poi, bisogna aggiungere altrettante settimane necesarie ad ottenere una nuova autorizzazione da parte dell’Agenzia del farmaco. Pertanto la campagna vaccinale in Italia potrebbe partire dopo la data prefissata e, di conseguenza, appare improbabile riuscire a vaccinare almeno il 70% della popolazione entro l’estate o l’autunno del 2021. Intanto sia  Pfizer sia Moderna stanno testando i loro vaccini sulla nuova variante rintracciata inGran Bretagna.  Nel caso in cui il farmaco non dovesse risultare efficace l’Italia si troverebbe non solo senza i 40 milioni di vaccini Sanofi – che deve ripetere i test – ma, forse, anche senza le dosi di Pfizer e Moderna. Il ché potrebbe comportare conseguenze sulla ripartenza del Paese con limitazioni protratte – non si sa per quanto – per le attività commerciali e ristorative e restrizioni alla libertà di spostamento dei cittadini.

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