Andrea Crisanti: “Spendiamo fino a 5 milioni al giorno per i tamponi. Ed è inutile”

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Fonti ed evidenze: Tpi, Corriere della Sera

Il microbiologo Andrea Cristanti attacca il sistema dei test a tampone, giudicato inattendibile. La Regione Veneto rispedisce le accuse al mittente.

 

 

Tempo e denaro sprecati dal Governo nel tentativo di monitorare la crescita del virus con i test a tampone che non sono mai stati effettuati in maniera abbastanza rapida. È nuovamente il microbiologo Andrea Cristanti – già critico in questi giorni con l’operato del Governo – ad evidenziare un nervo scoperto nella gestione della pandemia in Italia: Per i test con tampone spendiamo tra i 3 ed i 5 milioni di euro al giorno. I macchinari fanno fatica a stare dietro ad uno sforzo pari a 200.000 test ogni 24 ore”. A detta del medico, un sistema più rapido per processare i test non è mai stato adottato per ragioni incomprensibili: ”Esiste uno strumento noto come Macchina di Beckmann in grado di processare i reagenti in modo molto più veloce. Collegandola alla macchina dei test avremmo accelerato il processo”, spiega il dottore.

Per Cristanti, il governatore veneto Luca Zaia aveva accettato l’idea e comprato con una raccolta fondi un primo macchinario ma il piano non ha avuto un seguito. I costi, per Cristanti, sarebbero stati comunque inferiori a quelli che il Paese sta sostenendo adesso: ”Il costo dell’operazione sarebbe stato di 70 milioni con il risultato di arrivare a ben 400.000 tamponi giornalieri. Una grande spesa che però avrebbe forse reso la situazione piú stabile”, spiega il dottore.

Il microbiologo non prevede un roseo futuro per l’Italia: ”Dopo la seconda ondata ce ne saranno una terza, una quarta e così via finché non troveremo il vaccino”. Tuttavia, i responsabili delle istituzioni non rimangono in silenzio: ”L’alternativa proposta dal microbiologo non è valida. I tamponi sono già test rapidi e sono attendibili. Che dovremmo fare, bloccare gli screening? La sua soluzione è utopica”, risponde Luciano Flor, Direttore generale dell’Istituto ospedaliero di Padova. ”L’attendibilità dei tamponi rapidi oscilla tra il 30% ed il 49%. Non lo dico io, parlano due studi dell’Istituto Spallanzani di Roma. State sprecando tempo e altri 140 milioni di euro che verranno presto investiti in un’operazione fallimentare”, reagisce Cristanti restando irremovibile.

E mentre gli esperti continuano a rinfacciarsi accuse di incompetenza e inattendibilità, il paese marcia verso lo spettro di un nuovo lockdown, con tutto ciò che esso comporterebbe.

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