In Italia la pandemia è allo stato di allerta 3. E al 4 Conte ordinerà il Lockdown

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Fonti ed evidenze: Fanpage, Corriere della Sera

Il Governo spiega l’andamento della seconda ondata di Coronavirus in un sistema basato sul Rt. Ora, ci troviamo nello scenario 3 e non è una buona cosa.

Conte scenario GETTY 28 ottobre 2020

Siamo a un passo dal lockdown stando al sistema di previsione dell’andamento dei contagi con cui il Governo Conte e il Comitato Tecnico Scientifico analizzano l’andamento della seconda ondata di Coronavirus nel paese che al momento corrisponde allo scenario 3 ipotizzato ques’estate. Per la precisione, l’Italia sta affrontando una fase in cui: “La trasmissione del virus avviene a ritmo sostenuto e si manifestano rischi di sovraccarico del sistema sanitario nazionale a medio termine”, per usare la descrizione con cui gli esperti catalogano la situazione che è tutt’altro che buona.

I valori dell’Rt – l’indice di contagio – con cui gli scienziati sono arrivati a considerare la diffusione del Coronavirus in Italia come lo scenario 3 si aggirano tra l’1,25% e l’1,5%: “Tra gli scenari ipotizzati quest’estate, ne abbiamo già superati due”, spiegano gli scienziati. Il primo era il migliore possibile, con il virus incapace di diffondersi e colpire con rapidità come era successo in occasione del periodo estivo. Il secondo, superato ormai da alcune settimane, vedeva un Rt inferiore all’1,25% ed era caratterizzato dalla possibilità di tracciare i nuovi casi giorno per giorno e interrompere le catene di contagio. Ma a fare più paura di tutti, è senz’altro lo scenario 4 di cui si parla ormai da giorni.

Con lo scenario 4 si chiude tutto il Paese una seconda volta

Come ormai il paese teme da settimane, un nuovo lockdown potrebbe essere imminente: “Lo scenario 4 vede l’adozione di misure di contenimento più aggressive per prevenire il sovraffollamento del sistema sanitario”, spiegano gli esperti. Con il paese oltre l’Rt fissato ad 1,5% – che alcune regioni stanno pericolosamente arrivando a toccare – Conte dovrebbe dunque ordinare un lockdown completo o parziale che blocchi definitivamente la catena dei contagi per settimane, dando la possibilità alle strutture ospedaliere di tirare il fiato. Stando alle direttive associate alla previsione degli scenari, le chiusure potrebbero variare di regione in regione.

Non è tuttavia tutto perduto, a sentire i medici del Cts: “Se il virus dovesse diffondersi più tra i giovani che tra gli anziani, i tempi potrebbero dilatarsi perchè la fascia più vulnerabile sarebbe meno colpita: solo nel caso in cui una situazione così pesante persista per tre settimane si renderebbero necessarie chiusure totali”, riportano le analisi legate al comportamento del virus contenute nel Decreto Salute del 30 aprile 2020. A questo punto, lo scenario più plausibile appare una serie di lockdown a macchia di leopardo che andrebbe ad interessare le regioni o i comuni più colpiti, dove i contagi proseguono a ritmo più rapido.

Di certo quella di un secondo lockdown è un ipotesi spaventosa per gli italiani sia per le conseguenze economiche di un nuovo stop a gran parte delle attività commerciali sia per la prospettiva di trascorrere altre lunghe settimane a casa, senza poter lavorare. Ciononostante, in Europa c’è chi ha già preso misure simili come l’Irlanda – in lockdown da una settimana – e la Francia di Macron che tornerà ad osservare rigorose chiusure questa settimana: sarà solo il tempo a rivelare se anche il nostro paese dovrà attraversare nuovamente una fase simile.

 

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