Coronavirus, i contagi aumentano: il Ministro Speranza non fa previsioni, ma ha paura

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Obbligo di mascherina, divieto di riunire più di 200 persone al chiuso, e possibili mini lockdown locali. Sono alcune delle misure che ci aspettano per i prossimi mesi

Resistere, resistere, resistere. È quello che il sottosegretario alla Salute Sandra Zampa, raccomanda agli italiani, in vista dell’arrivo della seconda ondata dei contagi da Coronavirus che, come ci si aspettava, sembra giungere insieme all’inizio dell’autunno. Il Ministro della Salute Roberto Speranza parla di sette, otto mesi di resistenza.

I nuovi positivi non erano mai stati così tanti dal 16 aprile quando erano stati 3.786. “I numeri che arrivano“, ha detto il Ministro della Salute Roberto Speranzaci dicono che siamo dentro una sfida enorme e che dobbiamo ragionare insieme su come affrontarla e vincerla. La situazione è seria e delicata. Lavoriamo — ha sottolineato — giorno e notte per evitare un nuovo lockdown nazionale». «Ogni giorno valutiamo il quadro epidemiologico e sappiamo che ogni lockdown ha un costo, ma i risultati che ci saranno tra due, tre o quattro settimane non sono scritti nel cielo“.

Un lungo autunno, un infinito inverno e poi, forse, almeno una parte della primavera, “con il coltello tra i denti”, ha commentato laconico Speranza, richiamando tutti all’ordine, per affrontare i mesi difficili che ci aspettano, informa il Corriere della Sera. E con l’economia che cammina fianco a fianco alla pandemia, un nuovo lockdown sarebbe decisamente da escludere. La seconda ondata del Covid potrebbe infatti costare oltre 3 punti di Pil nel 2021 e 1,5 in quello di quest’anno, con la ripresa che a questo punto si vedrebbe soltanto tra due anni, informa il Sole 24 Ore.

Per questo Speranza punta tutto sul monitoraggio giorno per giorno e sulla responsabilità agli italiani. Non si escludono restrizioni più severe, ma per scongiurare questa scelta drastica, bisogna rispettare i “comandamenti” che ci hanno accompagnati in questi mesi, sostiene Speranza: lavarsi le mani e mantenere la distanza di sicurezza, che resta, per il momento, di un metro, ma al quale va aggiunta la necessità di indossare, sempre di più e “meglio”, la mascherina. Anche all’aperto. E a seconda di come andrà la situazione, il divieto di assembramento potrebbe essere inasprito. Ora che l’estate è finita e le scuole hanno riaperto, si torna inoltre ad affrontare il delicato fattore “anziani”, che sono, contemporaneamente, ha ricordato Speranza, “la parte più forte ma anche la più fragile del Paese”, per questo “dobbiamo prenderci cura di loro, soprattutto in questo periodo difficile”. Evitare quindi gli abbracci ai nipotini, in altre parole. E le regole, soprattutto per gli incontri più allargati, sono chiare: vietato riunire più di 200 persone al chiuso. Compresi cinema, teatri, sale da concerto, palazzetti dello sport, e anche le discoteche, le quali, dopo il “prezzo enorme” che hanno pagato i giovani questa estate, non riapriranno. In alcune Regioni potrebbe addirittura scattare lo stop alle feste private. E intanto il premier Conte raccomanda di indossare le mascherine “anche in casa” quando vengono a trovarsi amici, conoscenti o comunque persone non appartenenti al nucleo famigliare convivente nell’abitazione.

Anche se la situazione agli ospedali, per il momento, regge, non ci si può certo aspettare un ritorno alla normalità a breve. “La rete sta tenendo bene – dice il ministro per gli affari regionali e le autonomie Francesco Boccia – Le terapie intensive sono sotto controllo”. Lo stesso vale per i trasporti, e per i treni nello specifico in quanto, nelle parole del ministro, “non ci si ammala sui treni a lunga percorrenza”. Mentre gli autobus e le carrozze del trasporto pubblico locale – molto più a rischio – continueranno a viaggiare all’80% dei posti. Anche perché, se è vero che il ritorno a scuola di milioni di studenti hanno ridato un po’ di vita alle città, è anche vero che molti lavoratori continueranno a svolgere le loro attività da casa. Infatti con la proroga dello stato di emergenza al 31 gennaio, informa La Stampa, il governo potrà prendere decisioni importanti anche avvalendosi delle vie brevi concesse dai Dpcm, senza quindi passare per il Parlamento. Tra le possibili misure, la determinazione di mini lockdown locali a seconda dell’indice di contagiosità e la sospensione di alcune attività, quali palestre, ristoranti e bar, considerate le più a rischio. Ma la ricaduta immediata dello stato di emergenza è la possibilità per aziende e per gli uffici pubblici di continuare a usare lo strumento dello smart working, cosa che senza altrimenti avrebbe richiesto il consenso dei lavoratori.

Fonte: Corriere della Sera, La Stampa, Il Sole 24 Ore

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