Nunzia De Girolamo nei guai: la moglie del ministro rischia 8 anni di carcere

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L’ex deputata – nonché moglie del Ministro per gli Affari regionali Francesco Boccia – Nunzia De Girolamo, rischia 8 anni di carcere.

La Procura di Benevento ha chiesto 8 anni e tre mesi di carcere per Nunzia De Girolamo, ex deputata di Forza Italia e attuale consorte del Ministro per gli Affari regionali Francesco Boccia. Oltre che di associazione a delinquere, secondo la Procura di Benevento, De Girolamo è colpevole anche di concussione e utilità elettorale.  La vicenda – spiega Il Fatto Quotidiano – è iniziata durante il Governo di Enrico Letta, quando Nunzia De Girolamo ricopriva il ruolo di Ministro delle Politiche Agricole. Ai tempi  l’ex direttore amministrativo della Asl di Benevento Felice Pisapia portò in Procura delle registrazioni che coinvolgevano direttamente l’allora ministro forzista. Pisapia spiegò che – se aveva agito in modo poco consono ad un direttore amministrativo –  lo aveva fatto in quanto costretto ad obbedire alla De Girolamo la quale manovrava dall’alto tutta l’Azienda sanitaria locale unicamente in funzione di un tornaconto elettorale, senza il minimo interesse per la salute pubblica. Da lì  – ricorda Il Giornale – partì l’inchiesta che portò Nunzia De Girolamo a dimettersi da ministro.  Nel 2018  si ricandidò alla Camera ma non venne eletta e iniziò la sua nuova vita con rubriche sui giornali e apparizioni televisive. Nel frattempo l’inchiesta è andata avanti e Nunzia De Girolamo è finita a processo insieme ad altri cinque imputati. Finché pochi giorni fa il pm ha chiesto la condanna a 8 anni e tre mesi di carcere per associazione a delinquere che, tuttavia, secondo i pm precedenti era “inesistente”.

Come sto? E come sto dopo una richiesta di otto anni e tre mesi di carcere per una vicenda come questa? Anche se non ho fatto nulla di cui avere paura, sono devastata solo a leggere la richiesta del pubblico ministero. Si rende conto di quanto sono otto anni e tre mesi? Avessi ucciso una persona me la sarei cavata con richieste minori…L’assassino di Vannini al primo processo di appello aveva preso cinque anni” sono le sue parole riportate dal Corriere della Sera

Ora il prossimo 15 ottobre la parola spetterà agli avvocati della Difesa Giandomenico Caiazza e Domenico Di Terlizzi. Intanto la Rai ha deciso di sospendere il programma che l’ex ministro avrebbe dovuto condurre su Rai 1 dal titolo provvisorio “Ciao Maschio

Samanta Airoldi

Fonte: Il Giornale, Il Fatto Quotidiano

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