Migranti, la soluzione di Boris Johnson: lasciarli in mezzo al mare, ma su navi italiane

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Il Regno Unito sta assistendo ad un  considerevole aumento dei migranti in arrivo nel Paese. E Boris Johnson valuta opzioni che non aveva ancora messo in campo.

 

Anche il Regno Unito di Boris Johnson è diventato una meta privilegiata per lo sbarco di migranti che attraversano il canale della Manica partendo dalla Francia con piccole imbarcazioni. Quest’anno – riferisce Euronews – sono 5.025 le persone approdate sulle coste britanniche tramite sbarchi non autorizzati che segnano un picco del 300% nei nuovi arrivi nel Paese. Meno della metà delle persone che sono giunte in Italia ma comunque una cifra importante che ha messo in allarme le autorità locali. Per controllare la situazione il Premier Boris Johnson sta valutando diversi piani, uno dei quali – secondo alcuni già in fase di concretizzazione – vede l’acquisto di navi quarantena, come quelle utilizzate nel nostro Paese, su cui far stare i migranti finchè il Governo di Londra non decide cosa fare in proposito. “Non posso nascondere la mia empatia verso le persone che sono così disperate da attraversare la Manica su navi che sono praticamente piscine per bambini. Tuttavia, il loro operato è illegale, finanzia la malavita e nuoce a tutte quelle persone che sono in attesa di poter entrare nel Regno Unito tramite regolari procedure” – ha dichiarato il leader britannico. Il ministro degli Interni Pritt Patel, sostenitore della linea dura contro l’immigrazione – benchè i suoi stessi genitori siano immigrati indiani provenienti dall’Uganda – ha proposto a Johnson una soluzione che ha lasciato di stucco le organizzazioni che difendono i diritti umani dei rifugiati: bloccare in mare su apposite navi tutti i migranti, in attesa che il loro status sia valutato dal Governo. Non una quarantena di due settimane sul modello italiano, dunque, ma un vero e proprio esilio fuori dal Paese, da trascorrere nelle acque territoriali inglesi in attesa dell’autorizzazione allo sbarco o di un rimpatrio.

E proprio l’Italia sarebbe il principale partner britannico in un’ operazione che – riferisce La Repubblica – porterebbe il Governo londinese a sborsare il corrispettivo di ben 6 milioni di euro per trasferire nelle acque britanniche una nave risalente agli anni ’80 capace di ospitare 1.400 persone. Una seconda nave ancorata nelle Isole Barbados, ancora più grande e capace di contenere 2.417 persone, potrebbe essere acquistata per 100 milioni di euro e utilizzata per lo scopo. Misure che riportano ai primi del ‘900, quando gli immigrati europei venivano tenuti per lungo tempo su Ellis Island negli Stati Uniti prima di essere accettati o respinti dal governo americano e che hanno scatenato molte proteste. Johnson ha voluto calmare la situazione, comunicando: “E’ solo una delle misure che stiamo vagliando, non è l’unica”, ma anche le altre proposte non sono molto diverse.

Il governo britannico ha valutato anche altre misure come il trasferimento dei migranti in attesa di giudizio in Scozia – incontrando l’opposizione del Primo Ministro Nicola Sturgeon – in Moldavia, Marocco e perfino in Nuova Guinea, incontrando difficoltà legali e l’opposizione dei Governi in tutti i casi. Non è da escludere comunque che quella di Johnson sia una mossa prettamente propagandistica: dopo aver perso molti consensi a causa della gestione dell’emergenza Coronavirus, il leader britannico ha incontrato – secondo gli ultimi sondaggi – il 62% dei consensi tra gli elettori conservatori dopo aver divulgato la sua proposta di isolare i migranti lontano dalla Gran Bretagna.

Manfredi Falcetta

Fonte: Repubblica, Euronews

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