Anche Maria De Filippi dice la sua sul caso Ares. “GF Vip? A volte i concorrenti non hanno la consapevolezza di essere ripresi”

La stupefacente notizia, la repentina fibrillazione, il rimbombante chiacchierio, e poi il nulla. Un pallone sgonfiato? Una ricerca di visibilità? Non si capisce ancora che cosa stia dietro al caso Ares Gate, sul quale, dopo giorni di gran parlare, era calato il silenzio improvviso, come se non fosse mai esistito. Non è così per Pamela Perriciolo, l’ex agente di Pamela Prati, che ha voluto manifestarsi su quanto raccontato da Adua Del Vesco e da Massimiliano Morra, a proposito dell’esistenza di una setta segreta nel mondo dello spettacolo. I due attori hanno raccontato di essere stati succubi di questa setta – identificata come la Ares Film – e di un Lucifero, che sarebbe il produttore Alberto Tarallo, che pianificava le loro vite. Del Vesco e Morra hanno fatto il loro racconto durante la loro partecipazione al Grande Fratello Vip, e per forza di cose la loro testimonianza è diventata un caso mediatico. Per Perricciolo, il silenzio improvviso è dovuto a una “richiesta dall’alto”. Se Barbara D’Urso non parla più è perché le è stato chiesto di non farlo, dice l’agente, che però non è d’accordo sulla definizione di setta: “questi dicevano alla gente ‘se vuoi lavorare devi fare certe cose’ e i vip in questione accettavano. Non chiamiamoli vittime, conclude “loro erano parte di quel sistema”.

Ora a dire la sua è Maria De Filippi, dopo che Francesco Testi ha fatto delle rivelazioni decisamente ambigue. L’apprezzatissima conduttrice non crede più di tanto alla setta. È quanto ha dichiarato a Selvaggia Lucarelli in un’intervista rilasciata Radio Capital. Per De Filippi, al Grande Fratello Vip certe volte i concorrenti non hanno la consapevolezza di essere ripresi 24 ore su 24. E quello che a volte dispiace alla conduttrice di Uomini e Donne è che “sembra che tutto il mondo dello spettacolo abbia sotto chissà che cosa, quando a volte non c’è sotto niente, mentre altre volte ci sono aspetti che appartengono a tutti gli ambiti lavorativi. Non credo alla setta sinceramente, non più di tanto”.

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