Dal sondaggio realizzato da Ipsos per il Corriere della Sera e dalla simulazione di voto elaborata sulla base dei risultati, emerge un quadro negativo per il Centrosinistra, che perde indipendentemente dal sistema elettorale

Ora che il Partito Democratico ha tirato un sospiro di sollievo dopo essere riuscito, con l’ultima tornata elettorale, a mantenere le poche Regioni che gli erano rimaste, è bene che si dia da fare per recuperare i consensi del tempo che fu. Perché né con il sistema elettorale attuale, né con Germanicum, il Centrosinistra riuscirebbe a battere l’Opposizione. È quanto emerge dal sondaggio realizzato da Nando Pagnoncelli per contro di Ipsos per il Corriere della Sera tra il 23 e il 24 settembre 2020, e dalla simulazione di voto elaborata sulla base dei risultati emersi. Sui risultati, non ci sono cambiamenti importanti rispetto all’ultimo sondaggio realizzato due mesi fa. Checché se ne dica, l’Esecutivo riesce a mantenere alti i livelli di apprezzamento (62%), e lo stesso vale per il presidente del Consiglio Giuseppe Conte che si attesta un indice di gradimento del 65%. Anche le leadership dei partiti di maggioranza, Nicola Zingaretti e Luigi Di Mario, registrano una piccola crescita, mentre quelli dell’opposizione subiscono una leggera flessione. Solo Silvio Berlusconi, forse complice la sua positività al Covid-19, ha guadagnato qualche consenso.

Il Pd torna a essere il primo partito, torna a essere il pilastro attorno al quale costruire alleanze competitive. Il…

Pubblicato da Nicola Zingaretti su Martedì 22 settembre 2020

Ma il maggior livello di gradimento per i partiti di maggioranza insieme ai risultati delle Regionali non devono ingannare i partiti di maggioranza. Spostando la lente a tutto il territorio nazionale, i numeri mostrano un Centrodestra in testa. La Lega, in aumento di quasi un punto, si tiene il primo posto con un 24%, seguita dal Pd con 19,3% e dal M5S con il 18,6%. Va detto poi che entrambi i partiti a capo del Governo hanno registrato una flessione dello 0,3%. Pure Fratelli d’Italia, che si mantiene al quarto posto con 16,7%, ha perso consensi (-1,5%), riportando il partito di Giorgia Meloni ai numeri di quattro mesi fa. Staccata di dieci punti arriva Forza Italia (6,8%), seguita da Italia viva (3,1%) e Azione (3%). Partendo da questi numeri, e considerando la riduzione del numero dei parlamentari, Ipsos ha elaborato una simulazione per capire quale Parlamento si potrebbe delineare. Ha tenuto conto del Rosatellum, la legge elettorale attuale, e ha simulato due opzioni di configurazione politica: una basata sulla tripartizione tra Centrodestra, Centrosinistra e M5S, e l’altra su due alleanze, vale a dire, il centrodestra da una parte, e una coalizione tra le attuali forze della maggioranza.

Dalla simulazione è emerso un quadro decisamente negativo per il Centrosinistra. Nel primo scenario (la tripartizione da le tre principali forze politiche), la maggioranza della Camera andrebbe al Centrodestra con 227 seggi, di cui più della metà andrebbe al partito di Matteo Salvini. Al Centrosinistra toccherebbero invece 114 seggi mentre al M5S soltanto 55. Al Senato il Centrodestra prenderebbe 112 seggi contro i 57 del Centrosinistra e i 27 del Movimento. Ipotizzando invece un bis della coalizione giallorossa, il Centrodestra comunque uscirebbe vincitore: 218 seggi contro 161 alla Camera e 112 contro 80 al Senato. Stando ai numeri della simulazione, neanche l’adozione di una nuova legge elettorale, nel caso il Germanicum, cambierebbe di molto il risultato. In tal caso, la parte maggioritaria viene meno, e i seggi sono assegnati con metodo proporzionale e una soglia di sbarramento al 3% o, in alternativa, al 5% su base nazionale (o del 15% in una regione). Secondo i numeri emersi, indipendentemente dalla soglia di sbarramento, la maggioranza andrebbe al Centrodestra, anche se in alcune situazioni, con numeri più risicati.

I vertici del Pd e del M5S sanno che l’alleanza potrebbe essere determinante per la manutenzione del potere, anche se i partiti potrebbero essere penalizzati dalla percezione delle rispettive basi elettorali. Molti elettori infatti si sentono traditi da una coalizione che non rappresenta più le loro aspirazioni. Come spiega Alessandra Ghisleri di Euromedia Research al programma L’aria che tira su LA7 , gli elettori del Pd sono molto più favorevoli ad un’alleanza con il M5S rispetto a quelli Cinque Stelle. I quali, per propria “genesi”, sono meno inclini ad accettare compromessi. Ma anche la coesione dell’alleanza di Centrodestra potrebbe essere decisiva per confermare – o capovolgere – il quadro delineato. La simulazione indica, difatti, due ulteriori aspetti da tenere in considerazione: la prima è quanto l’alleanza di Centrodestra dovrà essere coesa. E in questo caso la posizione di Forza Italia può essere determinante.  La seconda ha a che fare con il consueto “trasformismo” dei parlamentari italiani, che cambiano partito con una facilità sconvolgente (116 nell’attuale legislatura). Cosa che, in un Parlamento ridotto, avrà conseguenze molto più importanti per la tenuta degli equilibri.

Fonte: Corriere della Sera, LA7

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui