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Lampedusa, migranti negativi ai tamponi. Ma una volta trasferiti altrove i test risultano errati

ULTIMO AGGIORNAMENTO 13:57
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Qualcosa non ha funzionato nei tamponi effettuati a Lampedusa su un gruppo di migranti, trasferiti poi in Abruzzo.

 

Sono cinque i migranti risultati positivi al Coronavirus tra i 42 che nei giorni scorsi erano stati trasferiti, su indicazione del ministero dell’Interno, a Vasto, in provincia di Chieti. E ora monta la polemica visto che al momento del trasferimento da Lampedusa, dove erano sbarcati, il Viminale aveva garantito alla Regione Abruzzo di aver effettuato il tampone su tutto il gruppo di migranti, ricavando esclusivamente esiti negativi. E invece – spiega Il Giornale – qualcosa non ha funzionato al meglio. A dare la notizia della positività di 5 persone è lo stesso governatore regionale Marco Marsilio, che spiega che solo l’estremo scrupolo del sistema di gestione abruzzese ha permesso, attraverso la ripetizione del test, di far emergere la positività dei 5, con un ulteriore tampone che dovrà essere effettuato nuovamente perchè di esito incerto. “Rimane lo sconcerto per la leggerezza con cui queste persone vengono fatte viaggiare attraverso le regioni italiane dopo controlli che non sempre sono veritieri”, ha affermato Marisilio, con evidente riferimento alla gestione della situazione da parte del Ministero dell’Interno. Intanto tutti e 5 i positivi, come da protocollo, sono stati isolati.

Quello di Vasto non è il primo caso di questo tipo: già a luglio, 36 migranti positivi erano stati trasportati in Basilicata – come riporta Il Messaggero. Anche loro erano sbarcati a Lampedusa e, alla vigilia del loro trasferimento in Lucania, la regione aveva ricevuto rassicurazioni circa l’esito negativo dei tamponi effettuati. Non a caso molti enti locali hanno, in più occasioni, sottolineato la necessità di garantire controlli che possano dare maggiori garanzie di efficacia. Non è detto, ad esempio, che un solo tampone possa bastare a garantire la negatività di chi viene controllato: il virus potrebbe essere ancora in fase di incubazione e quindi svilupparsi a pieno nei giorni successivi, o il test potrebbe evidenziare un risultato errato.

 

 

Fonte: Il Giornale, Il Messaggero