Il Governo ferma l’aereo della Sea Watch per individuare i migranti dispersi in mare

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L’Ente nazionale aviazione civile ha bloccato nell’aeroporto di Lampedusa l’aereo di ricognizione della Ong tedesca Sea Watch in quanto non autorizzato a svolgere attività di ricerca e soccorso. La Ong ha già annunciato che farà ricorso.

 

Da venerdì scorso Moonbird, l’aereo di ricognizione della Ong tedesca Sea Watch, è fermo all’aeroporto di Lampedusa. A bloccare il velivolo – spiega La Stampa – è stata l’Enac, l’Ente nazionale aviazione civile,  in quanto l’aereo non sarebbe autorizzato a svolgere l’attività di ricerca e soccorso per la quale è sempre stato impiegato fino ad ora. La portavoce della Sea Watch in Italia, Giorgia Linardi,  ha asserito: “Il Governo italiano ha chiuso i nostri occhi sul Mediterraneo”. La Ong ha già annunciato battaglia attraverso il ricorso. Ciò che si teme è che il velivolo rimanga bloccato come la nave umanitaria Sea Watch 3, ferma da mesi presso il porto di Porto Empedocle  a causa di  un fermo amministrativo in seguito all’ultima operazione di soccorso effettuata e seguito poi dal periodo di quarantena anti Covid dell’equipaggio.  L’Enac, attraverso il vicedirettore Alessandro Cardi, ha specificato che le operazioni di ricerca e salvataggio devono seguire procedure rigorose incompatibili con quelle svolte dalla Ong tedesca.

Sulla vicenda è intervenuto il parlamentare di Leu Erasmo Palazzotto il quale ha sostenuto che ciò di cui ci si dovrebbe preoccupare sono le gravi violazioni che avvengono nel Mediterraneo e non l’aereo della Sea Watch. Non si è tirato indietro nemmeno il leader di Sinistra Italiana Nicola Fratoianni. Il deputato Fratoianni – attraverso Twitter – si è rivolto al Ministro dei Trasporti Paola De Micheli con toni piuttosto pungenti: “Aver scelto di bloccare l’aereo della Sea Watch, che in questi anni ha contribuito a salvare migliaia di vite umane, attraverso un cavillo da parte dell’Enac, è un atto di vigliaccheria morale e istituzionale”.

Samanta Airoldi

Fonte: La Stampa, Nicola Fratoianni Twitter

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