Malta ha rifiutato lo sbarco dei migranti a bordo della nave Ong Sea Watch 4 la quale si è diretta verso l’Italia.
Malta ha risposto con un chiaro “no” alle richieste della Sea Watch 4 vietando l’ingresso nel porto. E così la nave Ong, che porta bandiera tedesca – riferisce Il Giornale – si sta dirigendo verso acque italiane. A bordo della Sea Watch 4 ci sono oltre 200 migranti che sono stati recuperati nell’ambito di una missione finanziata dalla Chiesa Evangelica. Al momento non è ancora possibile sapere se tra essi ci sono casi positivi di Coronavirus. La nave Ong era partita due settimane fa dalla Spagna e aveva fatto richiesta di un porto sicuro sia a Malta sia all’Italia. Tuttavia – per ammissione degli stessi operatori a bordo – contavano già in partenza sul “sì” dell’Italia e sul “no” di Malta. Anche se, ufficilamente, il “sì” da parte del Viminale ancora non c’è stato.
L’avvicinamento della Sea Watch 4 alle coste della Sicilia avviene proprio il giorno dopo la sospensione dell’ordinanza del governatore dell’isola, Nello Musumeci, da parte del Tar in seguito all’impugnazione del provvedimento da parte del Governo. Il Tar ha ribadito quanto già aveva sostenuto il Ministro dell’Interno Luciana Lamorgese: cioè che l’immigrazione è materia di esclusiva competenza del Governo e non delle Regioni. E, nonostante alle Regioni,spetti, invece, occuparsi della Sanità, il Tar non ha ritenuto sufficienti le prove addotte dal governatore della Sicilia su un ipotetico collegamento tra sbarchi e aumento di casi di Covid. Ma il presidente regionale Nello Musumeci ha già annunciato la sua decisione di fare ricorso per far valere la sua ordinanza e – sulla sua pagina Facebook – ha scritto: “Provo pena per chi continua a speculare su una battaglia civile e politica. Che guardino le stanze dell’hotspot di Lampedusa: nessun distanziamento, un vero assembramento di uomini”. Alla preoccupazione di Musumeci, il Ministro dell’Interno Luciana Lamorgese sembra rispondere, invece, con serenità. Il capo del Viminale, infatti, si dice serena per quanto riguarda gli sbarchi che, dal suo punto di vista, non sono un’emergenza: “Basta fare un confronto con il 2011: allora arrivarono 30.000 tunisini, ora appena 8000″. Il 2011 fu l’anno delle Primavere arabe.
Samanta Airoldi
Fonte: Il Giornale, Nello Musumeci Facebook
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