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Briatore nel reparto solventi, Fratoianni: “Ha disprezzato l’interesse collettivo”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 18:33
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Si intensificano le polemiche sul manager Flavio Briatore: prima per la chiusura del Billionaire, ora per il suo ricovero presso il San Raffaele di Milano. Ora scende in campo anche il deputato Nicola Fratoianni

 

Una persona non dovrebbe mai trovarsi nella situazione di dover scegliere tra rischiare la propria vita o lavorare. Tutto ciò è semplicemente inaccettabile. È la denuncia del deputato di Sinistra Italiana Nicola Fratoianni, in un video postato sul suo profilo Facebook, in cui interviene nel programma In Onda, su La7. Il deputato risponde, sempre sul social network, alle polemiche scatenate negli ultimi giorni da Flavio Briatore e Daniela Santanchè e da tanti altri che – stando alla parole di Fratoianni – “dimostrano un vero e proprio disprezzo per l’interesse collettivo”. Solo al Billionaire – ricorda Fratoianni – sono emersi 58 casi positivi, di cui uno ricoverato in terapia intensiva. Da qualche settimana  l’imprenditore si trova al centro di una polemica con il sindaco pentastellato di Arazachena, comune dove si trova il locale notturno, proprio per la chiusura del Billioneire, a causa delle misure restrittive volte ad evitare nuovi focolai di Covid nella Regione.

Le polemiche negli ultimi giorni di #Briatore, #Santanchè e tanti altri dimostrano un vero e proprio disprezzo per l'…

Pubblicato da Nicola Fratoianni su Mercoledì 26 agosto 2020

Ma da qualche giorno invece i riflettori si sono spostati sul suo ricovero  al San Raffaele di Milano. Il bollettino medico della struttura fa sapere che Briatore è in buone condizioni assolutamente stabili e buone. Il ricovero è stato causato non già dal Covid – come riportato da alcuni organi di stampa nell’immediato – ma da una prostatite. Solo in seguito, dopo il tampone che deve essere eseguito per profilassi, è emerso che Briatore era positivo al virus.  La polemica più recente  riguarda il reparto in cui è stato ricoverato Briatore – riferisce Leggo: si tratterebbe dell’area solventi, ovvero quella in cui, a pagamento, si ottengono servizi migliori. Il che di per sé non costituisce un problema. Il problema consiste, invece, nel fatto che l’area solventi non è un reparto Covid , ovvero quelle aree dedicate  in cui vigono le misure di prevenzione e isolamento necessarie per evitare la diffusione dell’infezione. La faccenda privata diventa quindi di salute pubblica. E la prova è che il consigliere regionale di Azione, Niccolò Carretta, ha annunciato un’interrogazione per chiedere al Consiglio regionale della Lombardia di fare chiarezza. Finora, non ci sono state smentite da parte dell’ospedale, riferisce la Repubblica. E Luca Paladini, attivista dei Sentinelli, un gruppo di attivisti noto a Milano per le battaglie per i diritti, incalza: “Come lavoratore del San Raffaele, vista la preoccupazione che c’è tra molti di noi, mi aspetto una smentita chiara dai miei superiori. Sempre se effettivamente le cose stanno così“. Paladini sa di cosa parla non solo perché lavora al San Raffaele e conosce i rischi di un focolaio in una struttura ospedaliera, ma anche perché lui, questo rischio, lo ha vissuto di persona qualche mese fa, quando è stato colpito dal virus insieme al resto della famiglia, e ha perso la madre per il Covid-19.

Fonti: Leggo, Repubblica, La7, Nicola Fratoianni Facebook