Chiede scusa a Mussolini perché ha servito dei senegalesi, denunciato cameriere di Rimini

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Un cameriere di Rimini è stato denunciato perché prima di servire al tavolo una famiglia di senegalesi ha chiesto scusa a Benito Mussolini.

Accade a Rimini: una serata estiva come tante, una famiglia in pizzeria riunita per festeggiare il compleanno di una bimba di due anni, un cameriere che porta al tavolo le pizze. Se non ché – spiega TgCom24 – la famiglia è senegalese e il cameriere, dopo aver portato al tavolo le ordinazioni, si è rivolto verso un quadro di Benito Mussolini appeso al muro e, dopo aver fatto il saluto romano, ha pronunciato la frase: “Scusa Benito”. Scusa per cosa? Per aver servito una famiglia di colore si presume. I commensali, avendo udito le parole del cameriere e avendo visto il suo gesto, hanno prima reagito con indignazione e poi hanno sporto denuncia.

La titolare del locale dove è accaduto il fatto – la signora Nunzia – si è affrettata a spiegare la situazione. La donna ha sostenuto che nel suo locale non è appesa alcun quadro di Benito Mussolini. Semplicemente vi è una cassa di vino di Predappio su cui è riportata la faccia di Mussolini. “E’ tutto un grande equivoco. Si tratta di una scatola di vino che avevamo lì da anni. La tenevamo appoggiata ad una finestra che non chiude bene ma ora l’abbiamo tolta”. Inoltre prosegue spiegando che dopo quanto avvenuto, sono stati tempestati di telefonate di insulti. Ma la signora Nunzia puntualizza che loro sono completamente apolitici e che chi fa un lavoro a contatto con il pubblico come il loro non può schierarsi politicamente: “Si figuri che abbiamo pure il menù in arabo noi”. 

Ma la versione della famiglia senegalese è molto diversa. Una delle commensali, Fatou Fall Mbengue – che ha anche fatto un post su Facebook riportando la vicenda ha raccontato che dopo aver udito chiaramente le parole del cameriere, gli hanno dato la possibilità di spiegarsi chiedendogli conferma di quanto avevano udito. Conferma arrivata senza esitazione da parte del ragazzo: “Quest’uomo ha rimarcato che servire persone nere fosse una cosa degradante”. Anche il fratello di Fatou, Adijsam – riferisce il Corriere della Sera – ha aggiunto: “Altro che cassa di vino, era proprio un quadretto, l’ho visto benissimo. Tanto è vero che poi il cameriere ha detto che lo avrebbe tolto se dava fastidio. Ma andremo fino in fondo, siamo in contatto con i nostri legali”. E’ già il secondo episodio, nel giro di pochi giorni, che ha come sfondo Rimini e Predappio. Recentemente un consigliere della Lega è stato sospeso per aver pubblicato sui social un selfie a Predappio corredato dalla scritta “Viva l’Italia”.

https://www.facebook.com/fatoufall.mbengue/posts/4285768024798548

Samanta Airoldi

Fonte: TgCom24, Corriere della Sera, Fatou Fall Mbengue

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