“Ho due lauree. La scuola serve a insegnare il rispetto”, dice il ministro Azzolina

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Le scuole riapriranno nel rispetto delle regole anti-Covid, nonostante – secondo il Ministro dell’Istruzione Lucia Azzolina – ci siano dei “sabotatori” che stanno remando contro il suo lavoro.

Le scuole riapriranno il primo settembre, per tutti, in presenza, anche se i dati del contagio dovessero peggiorare Lo assicura il Ministro dell’Istruzione Lucia Azzolina in un’intervista rilasciata alla Repubblica. E – prosegue il ministro – “Riapriranno nonostante sia in atto un sabotaggio da parte di chi non vuole che ripartano“. Azzolina fa riferimento ad alcune sigle sindacali:  gli stessi citati un mese fa dal presidente del Consiglio Giuseppe Conte durante un incontro con giornalisti e commentatori chiamati a Palazzo Chigi a discutere di scuola. Il Premier, in quell’occasione, aveva parlato di un «inaccettabile ricatto del sindacato che minaccia di paralizzare la ripresa scolastica». Le organizzazioni sindacali sarebbero contrarie ai concorsi con prova selettiva e vorrebbero stabilizzare i precari. Tuttavia – spiega il ministro Azzolina – “Per 80 mila posti sono arrivate in totale 570mila domande. Di queste solo 64 mila sono di docenti con almeno 36 mesi di servizio. Le altre 506 mila sono di neolaureati o giovani docenti. I precari hanno diritti acquisiti, ma i giovani hanno diritto di accesso. I concorsi sono indispensabili. Formazione del personale e digitalizzazione passano anche dall’immissione di energie nuove nella scuola”. I concorsi, dunque, si faranno. Le date sono già fissate per ottobre. Per il resto i sindacati devono dialogare con il governo senza fare pressioni: “Ciò che non è ammissibile sono atteggiamenti che mirano a conservare potere e rendite di posizione nell’interesse non di tutti ma di alcuni. Molti dirigenti scolastici mi raccontano di diffide che ricevono in questi giorni, poi le minacce di sciopero, di richieste in massa di aspettativa: viviamo un momento in cui come mai prima dobbiamo collaborare. Io sono dalla parte della scuola. Vorrei tornarci avendo fatto il possibile per migliorare quel che ho trovato”.

Discussioni a parte, al momento l’importante capire come bisognerà comportarsi per ogni evenienza. Indispensabile sarà il rispetto delle regole per il distanziamento sociale, anche perché il rischio zero non esiste, come aveva sottolineato a Fanpage sempre il ministro dell’Istruzione. Ma soprattutto è importante che i ragazzi riprendano il normale andamento scolastico.

Per diffondere a livello nazionale le linee guida da seguire quest’anno è stato redatto un rapporto con le indicazioni per la gestione di casi di Covid all’interno degli istituti scolastici.  Al suo interno c’è scritto che se un solo caso viene accertato tutta la classe dovrà restare in quarantena. Questo fa emergere un problema: se i minori devono rimanere a casa, ci devono anche essere degli adulti che stiano con loro. E la responsabilità nella maggior parte dei casi potrebbe ricadere sulle donne, che spesso guadagnano meno anche per via delle disparità salariali. “Mi piacerebbe che si studiassero modi per incentivare la funzione di cura da parte degli uomini, la turnazione. Le donne sono state le più penalizzate, anche nel lockdown, e siamo tutti d’accordo che non possa passare dall’emergenza il ritorno a vecchi schemi, la retorica degli angeli del focolare». Riguardo alle critiche subite, ha replicato così: “Quando dicono che sono impreparata non me ne curo. Ho due lauree, ho insegnato molti anni, amo il mio lavoro e ci voglio tornare. Quando parlano del rossetto o delle unghie penso che viviamo in una società profondamente sessista. Anche per questo che la scuola è un investimento fondamentale dove si impara a stare insieme nel rispetto. Storia diritto matematica letteratura, ma prima di tutto dialogo e rispetto

Azzolina ha poi chiarito una volta per tutte la questione dei banchi con le rotelle: “Abbiamo comprato due milioni di banchi tradizionali e 450mila con le ruote su precisa richiesta dei dirigenti. Il commissario Domenico Arcuri ha curato la gara: sono stati stanziati 300 milioni. No, non sono indispensabili. Sono molto migliorativi, però: sono più piccoli, funzionali, moderni. Favoriscono la didattica di gruppo, non frontale. Non ci trovi sotto il chewingum di tuo nonno. Arredi nuovi inducono a prendersene cura, come sempre si dovrebbe”.

Fonte: Repubblica, Fanpage

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