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Accise sul Diesel per tutelare l’ambiente, ma gli italiani pagherebbero 5 miliardi in più

ULTIMO AGGIORNAMENTO 10:48
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Il Ministro dell’Ambiente Sergio Costa ha avviato nei giorni scorsi una consultazione pubblica online sulle proposte di riduzione dei “sussidi ambientalmente dannosi”. Uno dei primi provvedimenti potrebbe riguardare proprio il Diesel.

La benzina costa più del diesel: 1,28 euro al litro, per l’esattezza. Ma le cose potrebbero presto cambiare e il gasolio potrebbe costare più della benzina, cioè 1,42 euro al litro. I prezzi citati, riportati da Il Sole 24 ore, sono quelli effettivi alla rilevazione della media settimanale di agosto. Ma andiamo con ordine. Qualche giorno fa, il Ministero dell’Ambiente ha avviato la consultazione web per cancellare sette agevolazioni classificate fra i cosiddetti “sussidi ambientalmente dannosi”, e sostituirle con altre forme di compensazione alle imprese interessate. Alla consultazione – su www.minambiente.it – possono partecipare tutti i singoli cittadini, entro il 27 agosto. Una commissione – guidata da Pier Luigi Petrillo con rappresentanti dei ministeri dell’Economia e delle finanze, dello Sviluppo economico, delle Infrastrutture e trasporti, delle Politiche agricole e alcuni consiglieri economici del ministro dell’Ambiente – ha individuato sette agevolazioni dannose ed evitabili. Ecco quali.

I sette sussidi 

In Italia i combustibili, i carburanti e la corrente elettrica hanno una fortissima penalizzazione fiscale, dalla produzione fino al momento dell’uso. Per motivi di politica economica, alcune attività pagano un disincentivo meno pesante, cioè un “sussidio ambientalmente dannoso”. Il principale divario di prelievo fiscale che il Ministero intende eliminare si traduce nel rincarare l‘accisa del gasolio (61, 74 centesimi al litro) al pari della benzina (72,84 centesimi). Sui mercati internazionali, infatti, il gasolio è più caro della benzina ma ciò che in Italia lo rende più conveniente è proprio l’accisa meno pesante. Il sussidiato da sanzionare è il gasolio il quale, sebbene i motori diesel siano più efficienti ed emettano molta meno CO2 dei motori a benzina, è giudicato peggiore per via di altri composti come gli ossidi di azoto.

Oltre alla accisa della benzina più alta del gasolio (5.154,1 milioni), ci sono il prelievo fiscale meno penalizzante sul metano usato nelle trivellazioni dei giacimenti (0,27 milioni); sui  combustibili usati per estrarre magnesio dal mare (0,5 milioni); su carburanti e combustibili delle forze armate (47,6 milioni); sui lubrificanti per lavorare la gomma (1 milione); sul metano per usi industriali con consumi oltre 1,2 milioni di metri cubi l’anno (6o milioni); sul Gpl per usi industriali (14,5 milioni). Agevolazioni, queste, che verranno compensate alle imprese interessate con crediti d’imposta e altri strumenti ritenuti meno dannosi sull’ambiente. Nel caso del gasolio, l’avvicinamento alla benzina sarà graduale con rincari al litro di un centesimo in più l’anno a partire dal 1° gennaio prossimo, per raggiungere il risultato finale nel 2030.

L’obiettivo ufficiale del progetto, con grazia di Greta Thunberg, è tutelare l’ambiente, finanziare i comportamenti virtuosi e  incentivare i consumi sostenibili. Eppure, guardando l’altro lato della medaglia, se il progetto proposto venisse raggiunto gli italiani pagherebbero ogni anno al fisco 5 miliardi in più. . “Comincia oggi il percorso per abbandonare finalmente i sussidi ambientalmente dannosi e poter cominciare la stagione dei sussidi ambientalmente favorevoli”, dice il ministro dell’Ambiente, Sergio Costa.