Un commerciante palermitano, colpito dalla crisi economica innescata dai mesi di lockdown, si è ucciso gettandosi dal balcone. L’ex pentastellato Gianluigi Paragone attacca il Governo.

Ci sono state – e continuano ad esserci – le vittime del Covid. E poi ci sono state – e continuano ad esserci – le vittime del lockdown. In questo caso non si tratta di persone stroncate dalla malattia ma di soggetti colpiti economicamente al punto da trovare nel suicidio l’unica via d’uscita. Padri di famiglia, liberi professionisti o lavoratori dipendenti: esseri umani privati del sostentamento necessario anche solo per acquistare il cibo per sé e per i propri figli o per pagare un affitto. Sono le vittime economiche del Coronavirus. Giovani e meno giovani che sono stati costretti a vendere tutto al banco dei pegni, ad elemosinare cibo alle associazioni e – nel peggiore dei casi – a iniziare a vivere per la strada. Nei mesi di blocco del Paese si sono verificati circa 25 casi di suicidio di cui più della metà di imprenditori. A questi – riporta Il Tempo – se ne aggiunge ora un’altra: un commerciante di Palermo di circa 60 anni si è gettato dal balcone del suo appartamento al quarto piano. L’impatto con la strada è stato fatale e all’arrivo della polizia e del 118 il corpo era già privo di vita.  L’uomo arrivava – a stento – alla fine del mese vendendo vestiti nei mercatini ma il lockdown è stato fatale per la sua piccola attività lasciandolo senza nulla.

L’ex deputato Cinque Stelle Gianluigi Paragone ha voluto riportare la notizia anche sul sito Il Paragone stringendosi attorno al dolore dei familiari della vittima. E non ha risparmiato accuse contro il Governo giallorosso: “E’ ora che le coscienze di chi prende le decisioni dall’alto si sveglino e si facciano promotrici di giustizia. Finora gli italiani sono stati solo spettatori di un indecente teatrino europeo e di un Governo incapace di portare alto l’orgoglio italiano”.

Samanta Airoldi

Fonte: Il Tempo, Il Paragone

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