Caos al Governo: torna distanziamento sui treni, migliaia di viaggiatori lasciati a terra

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La nuova ordinanza del Ministero della Salute porta allo scontro con le Regioni: torna il distanziamento sui treni alta velocità, ma resta il caos amministrativo creato dalle linee guida del Ministro dei Trasporti Paola De Micheli. 

Il braccio di ferro tra Governo e Regioni sui trasporti: De Micheli stoppata dal Ministro Speranza - Leggilo.org

L’ordinanza Ministeriale varata dal Dicastero della Salute, guidato da Roberto Speranza – come prevedibile – ha generato stamane caos e problemi enormi al trasporto ferroviario pubblico in tutto il Paese. Il ritorno del distanziamento sociale sui treni ad alta velocità non è che l’ennesimo scontro tra il Governo guidato dal Premier Giuseppe Conte e le Regioni. Come spiega Il Corriere della Sera, secondo il Ministro dei Trasporti e delle Infrastrutture Paola De Micheli, le due grandi compagnie che viaggiano sulle linee ad alta velocità – Italo e Trenitalia – hanno interpretato in malo modo il Dpcm del 14 luglio, accusando dunque le due aziende delle problematiche venutesi a creare in questi giorni. In realtà nel Decreto del Presiedente del Consiglio vi è la possibilità di aumentare dal 50 al 100% dei posti capienza – tornando ad una situazione di ante lockdown – salvo sanificazione e sostituzione degli apparati di aerazione. Il 31 luglio le due aziende hanno iniziato a vendere tutti i biglietti a disposizioni, facendo intervenire il Ministero della Salute che ha costretto le due compagnie a tornare sui propri passi.

Ma ci sono diverse problematiche da affrontare. In primo luogo il Decreto del 16 maggio inerente proprio ai trasporti, sanciva la possibilità demandata alle Regioni di iniziative in tale campo da prendere in considerazione dei dati epidemiologici sul territorio. In tal modo le Regioni – che hanno competenza sui trasporti locali – hanno iniziato pian pian ad aumentare i posti sui bus, sui treni regionali e sulle metro. L’intervento del Governo è stato visto come un ulteriori sconfinamento nelle prerogative locali. Stamane Italo ha annunciato di aver cancellato circa 8 treni e che nei prossimi giorni circa 8mila persone resteranno sulla banchina nonostante l’acquisto di un biglietto. La stessa azienda ha confermato che ha già iniziato le procedure di rimborso, ma ciò nonostante, stamane, centinaia di persone si sono accalcate nelle stazioni – complice anche il periodo di inizio vacanze estive – creando non pochi problemi alle strutture dei trasporti.

Trenitalia ha invece informato che chiamerà uno ad uno tutti gli acquirenti rimasti fuori, proponendo loro la possibilità di un altro itinerario nello stesso giorno, il rimborso o un voucher. Inoltre ha annunciato dei bus sostitutivi, specie in direzione Sud per cercare, in minima, parte di ovviare al problema. Pur ribadendo l’importanza della sicurezza a bordo con l’obbligatorietà dei dispositivi – come le mascherine – alcune Regioni stanno lavorando in direzione opposta alle richieste del Governo: Liguria, Piemonte, Lombardia, Friuli Venezia-Giulia, ma anche Campania, Emilia-Romagna e Puglia, stanno spingendo affinchè la capienza ritorni al 100% delle possibilità. Si tratta delle Regioni – di partenza e di arrivo -più coinvolte nel turismo. La preoccupazione è che molti possano perdere le prenotazioni effettuate, mentre, sostengono i Governatori locali, in questo momento di crisi vi è bisogno del massimo sostegno al settore turistico. Un braccio di ferro che sta creando problemi, come ha spiegato il Direttore di Atm e Presidente Agens, Arrigo Giana: “In questi giorni ci siamo venuti a trovare in una situazione normativa contraddittoria che, al momento, non è ancora stata chiarita”.

Come spiega Repubblica, il dossier nei prossimi giorni passerà in mano al Comitato Tecnico-Scientifico che nei prossimi giorni darà la propria valutazione del caso. Resta il pericolo – ancora una volta – di mandare messaggi altamente contraddittori alla popolazione: su un treno ad alta velocità, che effettua anche soste dopo meno di due ore, si dovrà rispettare le distanze, sui regionali no. L’ordinanza di Speranza, che va a scavalcare in qualche modo il Ministro De Micheli esortandola di fatto a non provare a dialogare con le grandi aziende di trasporti senza la consulenza dei tecnici, parla in maniera molto generica di: “Trasporti pubblici”. La confusione venutasi a creare sul tema rispecchia l’attuale condizione di mancanza di larghe – e univoche – vedute dell’Esecutivo sul ritorno alla quotidianità degli italiani. I primi problemi hanno di fatti danneggiato i trasporti, ma siamo solo ad agosto. A settembre, con il ritorno dei pendolari che rientreranno nei loro uffici o nelle aziende dopo mesi di smartworking non si potrà certo improvvisare o delegare ancora alle Regioni le responsabilità decisionali. Anche sui trasporti pubblici occorrerà maggiore sicurezza, in vista dell’apertura delle scuole e il ritorno graduale delle città alla normalità.

Fonte: Il Corriere della Sera, Repubblica

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