“Giuseppe Conte? Da lui comportamenti illegali e nocivi” dicono i Benetton

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Atlantia, la società di infrastrutture controllata dalla famiglia Benetton a cui fa capo Autostrade per l’Italia, ha accusato il Governo italiano di aver violato il diritto dell’Unione europea. In una lettera, si invita Bruxelles ad intervenire. 

conte autostrade - Leggilo

Comportamenti illegali e nocivi. Sarebbero queste, secondo alcune anticipazioni diffuse dal Financial Times, le accuse provenienti dalla holding dei Benetton, l’Atlantia, e dirette al Governo italiano. In una lettera di denuncia spedita all’Unione europea, gli amministratori delegati accusano l’esecutivo tornando sul tema della revoca delle concessioni autostradali. In particolare, i Benetton hanno puntato il dito contro il Decreto Milleproroghe del Governo, responsabile non solo di essere contrario alle leggi, ma anche di danneggiare gli investitori. Il Decreto, lo si ricorda, è stato approvato lo scorso gennaio e modifica unilateralmente le regole sull’indennizzo ad ASPI in caso di revoca della concessione autostradale. Si apre così un nuovo capitolo della contesta che va avanti da tempo, tra il Governo Conte e l’azienda Benetton, responsabile attraverso la controllata Autostrade del disastro del Ponte Morandi. Nella missiva missiva inviata al vice presidente della Commissione UE Valdis Dombrovskis, si accusa l’esecutivo di aver fatto pressioni sul gruppo per portarlo a vendere, ad un valore ridotto, la maggioranza di Autostrade a CDP – la Cassa depositi e prestiti – “creando un danno significativo a migliaia di investitori italiani e stranieri”.

Atlantia, riporta La Stampa, ha così richiesto un immediato intervento dell’UE, sollecitando iniziative rapide e decise contro il Governo di Giuseppe Conte, colpevole di aver violato le norme UE sulle economie di libero mercato e sul rispetto dei contratti. La lettera è arrivata dopo le recenti dichiarazioni del Premier, che ha ultimamente fatto pressione per una chiusura del dossier in tempi brevi, circa la concessione ad Autostrade per l’Italia. In questi giorni il Governo starebbe mettendo alle strette l’azienda, che ha presentato una proposta di mediazione respinta dall’Esecutivo. Atlantia aveva anticipato e fatto sapere che se il Premier Conte avesse posto la società di fronte ad una scelta senza possibilità di mediazione – ingresso immediato dello Stato o revoca della concessione – la questione sarebbe finita in Tribunale. Detto, fatto.

Il Presidente di Atlantia, Fabio Cerchiai, e l’amministratore delegato Carlo Bertazzo hanno inoltre fatto notare che i nuovi provvedimenti legislativi consentirebbero al Governo di ridurre drasticamente il risarcimento dovuto alla società che dovrebbe recedere anticipatamente dal contratto e modificare il meccanismo per fissare i pedaggi. Senza la nuova legge, il governo dovrebbe pagare 23 miliardi di euro di risarcimento per terminare le concessioni di Autostrade prima del 2038. Un portavoce di Dombrovskis, informa Il Sole 24 Ore, ha fatto sapere che la Commissione starebbe in queste ore analizzando la missiva per una valutazione. Se non risolta con urgenza, la questione della concessione creata dal decreto Milleproroghe potrebbe compromettere i piani di investimento di Aspi e la sopravvivenza della società stessa. Al momento, però, l’Unione Europea non si è ancora espressa ufficialmente sulla questione, che resta quindi aperta ed anche piena di dubbi e criticità. Come è noto a tutti, infatti, Benetton si è resa protagonista di un generale scarso livello di manutenzione della rete autostradale, arricchendosi negli anni sfruttando tariffe ultraremunerative e una posizione di monopolio.

Fonte: La Stampa, Il Sole 24 Ore, Financial Times

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