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Conte si prepara agli Stati Generali ma la pena prevista per l’epidemia colposa è l’ergastolo

ULTIMO AGGIORNAMENTO 15:30
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Secondo il codice penale non impedire un evento che si ha l’obbligo di impedire equivale a cagionarlo. Se venisse accusato di epidemia colposa il Premier Giuseppe Conte potrebbe rischiare addirittura l’ergastolo.

conte rota zona rossa bergamo

Ore difficili quelle vissute ieri a Palazzo Chigi dal nostro primo ministro Giuseppe Conte. Il Premier, avrebbe certamente preferito dedicarsi alla preparazione minuziosa degli Stati Generali invece di venir interrogato per tre ore da Maria Cristina Rota, sostituto procuratore di Bergamo recatasi a Roma proprio per ascoltare Conte e i ministri Roberto Speranza e Luciana Lamorgese. L’audizione verteva sulla mancata istituzione della zona rossa nei comuni di Alzano e Nembro, in Val Seriana. L’inchiesta – riferisce AGI – è partita all’inizio di aprile. Per il momento si tratta di “epidemia colposa a carico di ignoti” secondo le previsioni dell’art. 438 del codice penale che delinea il fatto camminando, in caso di responsabilità la pena dell’ergastolo, . Oltre alla mancata istituzione della zona rossa, la Procura di Bergamo sta cercando anche di fare chiarezza sulla questione dell’ospedale di Alzano, chiuso ma riaperto dopo pochi giorni, dove si erano registrati già diversi casi di Covid. Nelle scorse settimane erano stati ascoltati il governatore lombardo Attilio Fontana e l’assessore al Welfare Giulio Gallera e Rota sembrava supportare la loro versione che attribuiva la responsabilità a Palazzo Chigi.

Ieri, poco prima di essere ascoltato Conte aveva dichiarato di non avere paura: “Ho agito secondo scienza e coscienza. Non ho paura di essere indagato”. Eppure il Premier rischia grosso questa volta. Infatti  – spiega Huffington Post – se il Presidente del Consiglio venisse accusato di epidemia colposa potrebbe rischiare anche l’ergastolo. Secondo quanto afferma l’articolo 40 del Codice penale “Non impedire un evento che si ha l’obbligo di impedire, equivale a cagionarlo“. Se, quindi, dalle indagini, si giungesse alla conclusione che spettava al Governo – e non alla Regione – istituire la zona rossa in Val Seriana, potrebbero esservi conseguenze imprevedibili.

Tuttavia, dopo l’audizione di tre ore, l’aria sembra tirare verso tutt’altra direzione. Il pm Rota – ai cronisti – ha dichiarato: “Nei giorni scorsi io avrei detto che la responsabilità è del Governo? Evidentemente in quel momento, dalle dichiarazioni in atto, emergeva quello”.

Fonte: Huffington Post, AGI, Brocardi

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