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Coronavirus, nuovo decreto: sì a sale scommesse, bingo e centri sociali. Chiuse scuole e università

ULTIMO AGGIORNAMENTO 18:45
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Da metà giugno riparte il calcio e riaprono sale scommesse e centri sociali. Ma scuole e università ancora chiuse. I professori inviano una lettera al Ministro Manfredi.Anche il Dem Matteo Orfini si dice contrario alla linea del PD sulla scuola.

Di Dpcm in Dpcm il Paese ritorna alla quasi normalità. E tutto riapre. O quasi. Già perché – riferisce Fanpage – con l’ultimo Dpcm di Palazzo Chigi dal 12 giugno via libera alle competizioni sportive, come la Coppa Italia, ritenuti di interesse nazionale. Dal 15, invece, riapriranno i battenti anche sale giochi, sale scommesse e sale bingo. Via libera anche a centri termali e benessere, centri culturali e centri sociali, cinema e teatri.

Nessuna menzione però sul futuro delle scuole. Dopo che da settimane si discute su lezioni con mascherine e plexiglass, il Premier – ancora – preferisce non esporsi. E – spiega Fanpage – per smuovere questa situazione – ormai ritenuta inaccettabile tanto dagli studenti e dalle loro famiglie quanto dai professori – 870 docenti universitari hanno inviato una missiva al Ministro dell’Università Gaetano Manfredi. Gli accademici chiedono che si ritorni alla didattica di presenza. La didattica a distanza – motivano – è stata necessaria per far fronte ad una situazione di emergenza ma non può essere considerata una soluzione sul lungo periodo. I professori bocciano senza indugi anche la proposta di tenere lezioni con metà studenti in aula e metà che seguono online da casa. Nella lettera si legge: “Mentre  si discute sulla riapertura degli stadi, le università si stanno attrezzando per svolgere, anche il prossimo anno accademico, lezioni in presenza di pochi eletti”. E oltre al problema delle lezioni si aggiunge quello relativo agli esami universitari per i quali non è stata fornita indicazione alcuna.

Il malcontento per il Decreto Scuola non riguarda solo studenti, genitori e professori. Anche tra le fila della politica c’è chi si è fatto sentire. Il deputato Matteo Orfini  qualche giorno faa poche ore dalla votazione sul DL scuola aveva palesato la sua contrarietà e la sua intenzione di votare contro. Orfini  intervistato da Fanpage –  si era detto  amareggiato per quella che è – a suo dire – una grossa opportunità sprecata per porre rimedio alle tante lacune nel campo dell’istruzione, prima tra tutte la situazione dei precari.

Il DL sull’istruzione – riferisce Askanews – riporta le indicazioni generali su come gestire la ripartenza del sistema scolastico prevista per settembre. Al momento soltanto gli alunni che devono sostenere l’esame di maturità sono stati ammessi in aula: con la mascherina e a distanza di sicurezza dai  professori. Ma secondo  Orfini, il ministro Lucia Azzolina non aveva studiato un piano soddisfacente per il ritorno tra i banchi di milioni di studenti: “Tutto quello che abbiamo sono le indicazioni del Comitato Tecnico Scientifico: il ministro non ha un piano concreto e questo è inaccettabile”. Una critica alla credibilità del Ministro dell’Istruzione che arrivava a  pochi giorni di distanza dalle esternazioni del forzista  Giuseppe Moles, accusato di “sessismo”.

La goccia che ha fatto traboccare il vaso per il capofila dei Giovani Turchi è stata la decisione di indire un concorso per assumere 32.000 insegnanti che verranno scelti tra i tanti precari che aspettano un contratto nel mondo della scuola. Il deputato aveva protestato: “Il concorso non tiene conto dei titoli e degli anni di servizio degli insegnanti precari. In pratica il precariato viene considerato una colpa”. Orfini non aveva risparmiato attacchi al suo partito  reo – a suo dire – di essersi arreso: “Il mio partito si è arreso senza lottare ed io non sono d’accordo: a fare le spese di questa decisione saranno migliaia di precari”. 

Fonte: Fanpage, Askanews

Fanpage, Akanews