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La statua di Cristoforo Colombo distrutta dai manifestanti. E’ accusato di aver scoperto l’America

ULTIMO AGGIORNAMENTO 16:51
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Il movimento Black Lives Matter promosso nel Regno Unito sullo sfondo della protesta americana innescata dall’uccisione di George Floyd, ha portato a proteste e rivolte radicali. La rimozione delle statue di personaggi la cui storia è in qualche modo legata a episodi di razzismo è, simbolicamente, l’aspetto più drammatico. 

statua cristoforo colombo - Leggilo

Damnatio memoriae. Si potrebbe descrivere così ciò che sta accadendo in questi giorni oltreoceano. L’uccisione di George Floyd – a Minneapolis, negli Stati Uniti – ha avviato un’ondata di proteste anti-razziste, che hanno poi inglobato nelle mire delle rivolte schiavisti, colonizzatori e sfruttatori della storia. Proteste che stanno ogni giorno mettendo a ferro e fuoco le città inglesi – dove ha preso piede la furia dei rivoltanti – che si sono riempite di persone atte a compiere atti vandalici, come la distruzione di statue e monumenti. La prima a cadere, al culmine di una delle manifestazioni antirazziste del movimento Black Lives Matter, è stata la statua di Edward Colston, mercante-filantropo di Bristol arricchitosi nel ‘600 anche con il commercio degli schiavi. La statua – informa SkyTg24 – è stata in seguito ripescata. Successivamente, è stato il turno della Cristoforo Colombo, a Minneapolis. Le persone sono scese in strada gettando a terra la statua con delle corde, ripercorrendo quanto accaduto nella città inglese pochi giorni prima. La statua, che si trovava all’interno di Byrd Park, è stata prima vandalizzata, ricoperta di vernice e incendiata, e successivamente tirata giù e gettata in un lago nei pressi del parco. Sul piedistallo su cui poggiava la statua è stato scritto: “Colombo rappresenta il genocidio”. Già nei giorni scorsi, informa Repubblica, gli attivisti avevano minacciato di abbattere la statua del navigatore italiano, considerato responsabile con la scoperta dell’America dell’avere avviato la colonizzazione europea del continente, con il conseguente genocidio delle popolazioni native.

In Virginia, il governatore Ralph Northam giorni fa aveva annunciato che a Richmond la statua di Robert E. Lee – generale che durante la Guerra civile americana comandava l’esercito sudista, quello degli stati favorevoli allo schiavismo – sarebbe rimossa. La rimozione della statua di Lee era stata chiesta più volte negli anni dalla comunità afroamericana. Sempre in Virginia e sempre a Richmond le proteste anti razziste hanno preso di mira un altro monumento confederato: una folla di manifestanti ha rimosso nella notte la statua di Jefferson Davis, un democratico del Mississippi che è stato il primo e unico presidente degli Stati Confederati d’America dal 1861 al 1865. In Belgio si discute della rimozione delle statue di Leopoldo II, considerato uno dei più spietati sovrani coloniali della storia.

C’è “zero tolleranza per chi si nasconde dietro i dimostranti pacifici per incitare rivolte, danneggiare proprietà, colpire persone comuni o ufficiali”, ha dichiarato la Polizia. Nel corso delle proteste, informa Il Fatto Quotidiano, alcuni manifestanti avevano bloccato le auto della polizia, con cui è inevitabilmente nato uno scontro.  Intanto a Poole, nel Dorset inglese, è stata spostata per precauzione una statua dedicata a Robert Baden-Powell, fondatore del movimento degli scout e inserito nel mirino degli attivisti per le rivelazioni biografiche su sue presunte idee razziste e simpatie per Adolf Hitler. Episodi simili si sono registrati anche in Italia. A Torino è stata imbrattata la statua di Vittorio Emanuele II, azione rivendicata su Facebook dal Kollettivo Studenti Autorganizzati Torino.

Tra i nomi nel mirino dei manifestanti, ci sarebbe anche Cecil Rhodes, benefattore dell’università di Oxford e protagonista dell’imperialismo vittoriano nell’Africa del Sud, giudicato da molti un precursore dell’apartheid. Anche Oliver Cromwell , che portò avanti una dura persecuzione degli irlandesi, o William Gladstone, celebre primo ministro liberale coinvolto a sua volta nel traffico degli schiavi, rischierebbero l’abbattimento. “La storia non va nascosta, dobbiamo confrontarci con il nostro passato per imparare da esso”, ha commentato alla Bbc la professoressa Louise Richardson, rettore dell’università di Oxford. E, infatti, la storia dovrebbe essere lasciata così com’è. Per poter imparare da essa, magari. Statue, monumenti, simboli sono il passato concreto che ci insegna, ogni giorno, ciò che è accaduto e che, magari, non dovrebbe più accadere. “Ogni commento è inutile e superfluo. Di stupidità umana si tratta, sono solo degli idioti“, scrive Diego Fusaro su Affari Italiani. Bisogna certo combattere contro schiavitù e razzismo, ma distruggere simboli del passato e tracce di storia potrebbe non essere la soluzione.

Fonte: Affari Italiani, Il Fatto Quotidiano, Repubblica, SkyTg24