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Patente d’immunità: il sindaco di Milano chiede scusa alla Sardegna

ULTIMO AGGIORNAMENTO 16:56
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Il sindaco di Milano Beppe Sala, dopo lo scontro con il governatore sardo Christian Solinas per la patente d’immunità, chiede scusa alla Sardegna per le sue parole.

 

Tra due giorni riapriranno i confini delle Regioni e sarà, dunque, nuovamente possibile spostarsi lungo tutto lo stivale e anche verso l’estero. Abbiamo già assicurate le porte chiuse da parte della vicina Grecia, consuete meta turistica di milioni di italiani ogni anno. Tuttavia, anche all’interno della stessa penisola italica, qualcuno preferirebbe non essere visitato dagli abitanti del Nord, Lombardia in primis. Il governatore sardo Christian Solinas, come abbiamo visto, è addirittura arrivato a chiedere una “patente d’immunità”. Richiesta respinta dal Ministro per le Autonomie Francesco Boccia. Tuttavia questa richiesta, nei giorni scorsi, aveva scatenato un duello a distanza tra Solinas e il sindaco di Milano Beppe Sala che aveva commentato: “Me ne ricorderò nel momento in cui dovrò scegliere dove andare in ferie”. Addirittura il sindaco del capoluogo lombardo – intervistato da La Stampa – era giunto ad affermare che la Sardegna, come meta turistica, l’hanno “inventata” i milanesi e che, dunque  gran parte della fortuna dell’isola è da ricondurre anche al turismo proveniente dalla Lombardia. “Non penso che la Sardegna possa vivere di solo turismo autoctono. Sono i milanesi che, almeno in parte, l’hanno inventata come meta turistica. Non dico che debbano esserci riconoscenti ma neanche trattarci da untori”.

Il governatore Solinas, tuttavia, non si è lasciato certo mettere in un angolo e- riporta Rainews – ha già dichiarato di avere in serbo un piano B. E il piano di riserva sarà complesso e articolato: prevederà una registrazione da fare all’ingresso sull’isola su una piattaforma, seguirà un questionario in modo che il governatore possa decidere dove concentrare i controlli. Come a dire: dove ci sono i lombardi in vacanza qualche “attenzione” in più non guasterà.

E di fronte al piano B di Solinas  Sala, invece, di rincarare la dose, ha fatto un passo indietro e ha chiesto scusa alla Sardegna. O meglio –  in un post su Instagram – ha puntualizzato che le sue parole erano rivolte unicamente alla politica che amministra la bellissima isola e non certo al territorio sardo: “Il mio “me ne ricorderò”, comunque sbagliato nella forma, era rivolto alla politica sarda. Negli ultimi anni, prima di venderla, la mia barca a vela era sempre in Sardegna. Non posso certamente provare sentimenti negativi verso la Sardegna”. Il primo cittadino di Milano ha precisato che il punto focale non è dove lui – o milioni di altri italiani – sceglieranno di trascorrere le vacanze. La questione è che se si è una comunità, lo si è nel bene come nel male. “Penso che sentirsi una sola comunità debba trovare conferma anche nei momenti difficili. Il senso di accoglienza di Milano non ci ha mai portati a fare alcun distinguo”.

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Quando oltre al lavoro nella mia vita esisteva anche il tempo libero, il mio massimo piacere era starmene sulla mia barca a vela. Poi l’ho venduta, ma negli ultimi anni l’ho sempre lasciata in Sardegna, prima alla Maddalena (come nella foto) e poi a Cagliari. Non posso certamente provare sentimenti negativi verso la Sardegna. Il mio “me ne ricorderò”, comunque sbagliato nella forma, era rivolto alla politica sarda. So di essere spesso ruvido. Ma forse stavo anticipando un tema sentito dai cittadini. E lo dico alla vigilia della Festa della Repubblica. Certo, il punto centrale non è dove si fanno le vacanze. Ma, molto semplicemente, penso che il sentirsi una sola comunità debba trovare conferma nei momenti positivi e in quelli difficili. E penso anche che la generosità e il senso di accoglienza di Milano non ci abbiano mai portato a fare alcun distinguo. Tutto qui.

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Tuttavia – riferisce Adnkronos – Solinas non è il solo a voler tenere a distanza chi proviene da Regioni che risultano avere ancora un elevato numero di casi. Anche il governatore della Campania Vincenzo De Luca e il toscano Enrico Rossi hanno espresso perplessità sul “liberi tutti” anche per la Lombardia. Ma, per il momento, il sindaco Sala non si è ancora espresso nei loro riguardi.

Fonte: Adnkronos, La Stampa, Rainews, Beppe Sala Instagram