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Coronavirus, problema crescente in Africa. Emergenza sbarchi Lampedusa

ULTIMO AGGIORNAMENTO 19:07
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Sono circa 200 le persone sbarcate a Lampedusa, aggiungendosi alle precedenti 100, ed è subito allerta a Lampedusa che rischia la diffusione del Virus. “Siamo in emergenza.”

Sbarchi Coronavirus - Leggilo.org

 

Sono mesi di paura e incertezza quelli che il mondo intero sta vivendo, per la prima volta unito contro un fronte comune: il virus subdolo e, all’apparenza, inarrestabile giunto dalla Cina agli inizi del 2020 – un anno che, non ci sono dubbi, sarà ricordato per molto tempo per l’inizio burrascoso dal quale è stato caratterizzato. Mentre l’Europa inizia la fase 2 caratterizzata da una convivenza col virus e una ripresa della circolazione – l’Italia è stata ufficialmente riaperta il 4 Maggio – in Africa la situazioni non è delle migliori e arrivano dati allarmanti.

Come riporta anche Adnkronos, infatti, solo nelle ultime 24 ore il continente africano ha registrato ben 2mila contagi. Il numero di contagiati ha cominciato a lievitare nel momento in cui le autorità hanno allentato le misure di contenimento, permettendo a 1,5 milioni di persone di tornare al lavoro, permettendo a 1,5 milioni di persone di tornare al lavoro. Ad annunciarlo è il Centro per il controllo e la prevenzione delle malattie dell’Unione Africana, confermando a 44.483 il totale dei casi confermati. A essere colpito maggiormente dal virus è il Nordafrica, che conta ben 16.900 casi, subito seguito dall’Africa occidentale con 7.200 casi. Queste le parole di John Nkengasong, direttore del Centro, che fanno riferimento alla già precaria situazione sanitaria in cui versa il continente: ‘‘Dobbiamo combattere il virus in modo rapido ed efficiente. Dobbiamo vincere. Stiamo già perdendo un milione di persone a causa della malaria e della tubercolosi ogni anno. Non dobbiamo perderne milioni di altri a causa di questo virus”.

Lampedusa: è emergenza migranti dalla Libia

Nel frattempo, mentre in tutta l’Africa il virus non fa che diffondersi a macchia d’olio, l’Italia diventa protagonista di una notte di fuoco quando, tra stanotte e stamattina – 5 maggio – ben 4 barconi contenenti circa 200 migranti proveniente dalla Libia sono approdati sulle rive di Lampedusa. Vanno ad aggiungersi, fa notare Repubblica, alle precedenti 100 persone che già  sono costrette all’addiaccio sul molo Favaloro sotto il riparo di un solo tendone; altri 188, invece, sono costretti in quarantena nell’hotspot al completo mentre a poche miglia dall’isola un mercantile ha soccorso ben altre 60 persone. Si diffonde così il panico tra i cittadini dell’isola, che temono un ritorno del virus nelle loro abitazioni, e le ultime notizie giunte dall’Africa aiutano a diffondere le preoccupazioni.

Il sindaco Salvatore Martello, infatti, ha chiesto al Viminale di poter disporre di una nave fissa davanti le coste affinché si possa avere un controllo assiduo sugli sbarchi, e impedire così disattenzioni e la diffusione del virus. Nel frattempo i 150 migranti già soccorsi nelle scorse settimane hanno finito il periodo di quarantena e sono in attesa di essere accolti negli appositi centri. “Lampedusa è veramente in uno stato di emergenza grave”, queste le parole del sindaco Martello, riportate  da Adnkronos. Il sindaco chiede l’intervento immediato del premier Conte affinché si possa tenere sotto controllo la situazione. “La situazione è molto grave sia dal punto di vista del Coronavirus che degli sbarchi. Noi abbiamo avuto tre sbarchi nella notte, uno di 64 persone, uno di 72 persone e un piccolo sbarco alle tre di notte di dieci persone. Alle emergenze migranti e Coronavirus, si somma la crisi economica dell’isola.” ha aggiunto l Primo Cittadino, che conferma di essere in attesa dei tamponi. Stessa preoccupazione ha espresso all’Agi il Governatore Nello MusumeciNon si capisce perché è stata messa una nave quarantena davanti al porto di Palermo e non a Lampedusa dove i migranti arrivano”  ha sottolineato, ribadendo che mancano gli spazi per la quarantena  “Non è possibile che i natanti con i migranti debbano potere arrivare sull’isola e sbarcare quei poveri fratelli quando l’hotspot è assolutamente stracolmo. Abbiamo chiesto più volte che si utilizzasse una nave ormeggiata in modo da potere fare su questa la quarantena, e non sulla terraferma. Non ci vuole molto… La Sicilia ha già tantissimi problemi, e il Governo non può assolutamente scaricare questo dramma sul sistema regionale, alimentando una forte tensione tra i cittadini“.

Simona Contaldi

Fonte: Repubblica, AdnKronos

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