Il Presidente emerito della Corte Costituzionale: “Conte sta agendo oltre i limiti della Carta”

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Antonio Baldassare lancia l’allarme sul continuo uso di DPCM, elaborati soltanto dal Premier, durante l’emergenza. E auspica un intervento degli attori di controllo costituzionale. 

Baldassarre critica il premier Conte - Leggilo.org

 

Il massiccio ricorso ai DPCM da parte del Premier Giuseppe Conte, e l’esautorazione di fatto del dibattito parlamentare in questa delicata fase dell’emergenza, sono al centro di un aspro dibattito politico, ma anche accademico. Proteste si sono alzate dai banchi delle opposizioni, con Lega e Fratelli D’Italia, ma anche Italia Viva membro di Maggioranza, hanno accusato il Governo di calpestare ormai quotidianamente la Costituzione. Nel dibattito acceso è intervento anche il Presidente emerito della Corte Costituzionale, Antonio Baldassare, che ha mosso accuse pesanti all’indirizzo dell’Esecutivo. Pochi giorni fa, Baldassare riporta Adnkronos, era intervenuto su alcuni aspetti del nuovo DPCM e di alcuni aspetti disciplinati dallo stesso che hanno confuso, e non poco gli italiani. Baldassare si era soffermato sulle visite possibili ai “congiunti”, termine che non esiste di fatto nell’ambito del nostro ordinamento giuridico: “Una limitazione discriminatoria ed illegittima, perchè nasconde una concezione del familismo assurda e fuori della realtà sociale attuale”. 

Un passaggio su cui il Governo è stato costretto a tornare più di una volta: prima specificando che: “I congiunti sono affetti stabili”, poi includendo tra questi: “Anche gli amici cari”. Baldassarre, ad ogni modo, si era soffermato sulle limitazioni forzate dal Governo: “Ci si sta approfittando di una situazione grave con disposizioni costituzionalmente assolutamente illegittime”. E continua: “C’è una concezione autoritaria dietro al ‘noi consentiamo’ di Conte. Deriva dal fatto che il Dpcm è un atto amministrativo individuale. Prevede limiti alle libertà costituzionali che non hanno base in un atto legislativo”. Ospite di Radio Radio, il Presidente emerito della Corte Costituzionale ha criticato il Capo del Governo, unendosi ancora al coro di allarme di numerosi costituzionalisti, tra cui l’accademico costituzionalista e giudice emerito Sabino Cassese e l’attuale Presidente della Corte Marta Cartabia, sugli atti di dubbia costituzionalità avanzati dal Premier.

Spiega Baldassare: “Anche di fronte a fatti come una pandemia, ci vuole una legge. Quindi il Parlamento deve dire in che modo vanno limitate queste libertà e dare i poteri al Governo”. E ancora: “Invece in questo caso sono stati fatti a monte dei DPCM. Tutto questo è contro la Costituzione”. Non solo, ha spiegato il Professore, non si rende partecipe il Parlamento, ma la scelta di un DPCM allontana anche il Presidente della Repubblica, dal momento che non passa per la sua promulgazione la pubblicazione, e finanche gli stessi Ministri del Governo,  in particolare del Ministro della Sanità di primaria importanza durante la pandemia. Baldassare lamenta anche un certo silenzio iniziale da parte degli accademici, ma accusa: “Ci lamentiamo che Orban fa il dittatore all’interno di un Paese UE, ma se noi facciamo la stessa cosa poi non possiamo dire che Orban è un’autorità contro la democrazia. Se si fa la stessa cosa che fa Orban evidentemente dobbiamo solo stare zitti”.

Baldassarre ha spiegato che, in caso di emergenza, come questa che stiamo vivendo, è sufficiente un Decreto Legge preparato dal Governo e che sarebbe poi passato in Parlamento. E conclude: “O il Presidente del Consiglio attiva un processo di coinvolgimento del legislatore o se non lo fa lui penso che qualcuno deve indurlo a farlo”. E aggiunge, infine: “Lo faranno Il Presidente della Repubblica, i Presidenti di Camera e Senato, la Presidente della Corte costituzionale (che ha già parlato)”.

 

Fonte: Adnkronos, Radio Radio

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