“Se riapri è la catastrofe” il premier Conte non può fare a meno di ascoltare gli esperti, ora

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Secondo un report del Comitato tecnico-scientifico sul quale Giuseppe Conte e tutto il governo hanno assunto le decisioni per la Fase 2, se si tornasse alla normalità sarebbe la catastrofe. 

comitato tecnico scientifico - Leggilo

Dietro la scelta del governo di riaprire l’Italia a piccoli passi e con cautela, c’è un documento proveniente dall’Istituto superiore di sanità, e adottato dal Comitato tecnico scientifico tanto e, di conseguenza, dall’esecutivo. Lo studio, si legge sul Fatto Quotidiano, propone 92 possibili scenari. Se riaprissimo quasi tutto, la previsione del numero medio di contagi a partire da una persona che ha contratto il virus salirebbe. Il tasso di riproduzione del virus tornerebbe sopra 2 e le terapie intensive sarebbero di nuovo al collasso già l’8 giugno. La previsione dei posti necessari in terapia intensiva per quella data sarebbe superiore ai 151mila, a fronte dei circa 10mila letti di cui il nostro sistema sanitario attualmente dispone.

Lo scenario 1 – con le scuole aperte ma senza far ripartire i settori produttivi, l’attuale quota di telelavoro e i movimenti nel tempo libero e l’impiego dei mezzi pubblici al 10% – porterebbero il tasso a 1,33 di media (1,22-1,44): le terapie intensive reggerebbero fino al 20 ottobre. Proprio la riapertura delle scuole, infatti, innescherebbe una nuova e rapida crescita dell’epidemia e la sola riapertura delle scuole potrebbe portare allo sforamento del numero di posti letto in terapia intensiva. Lo scenario C invece delinea l’ipotesi di far ripartire le attività industriali, l’edilizia, il commercio e anche ristoranti e hotel, fermi restando il telelavoro e le scuole chiuse ma senza limiti nel tempo libero e nei trasporti: Rt andrebbe a 1,69 (1,54-1,83) e la saturazione delle terapie intensive avverrebbe il 31 agosto. Lo scenario B, che prevede tutto aperto senza telelavoro, ma con le scuole chiuse, porterebbe il tasso Rt all’1,86 (1,66-1,97) e terapie intensive piene l’8 agosto.

Anche attuando limitazioni per fasce d’età, cioè tenendo lontani dal lavoro tutti gli over 50 ed evitare gli spostamenti extralavorativi degli over 60 – scenario 23 – l’Rt salirebbe sopra 1. Tutte le combinazioni possibili sono state considerate dal Comitato tecnico scientifico che nelle conclusioni finali ha sottolineato che se R0 fosse anche di poco superiore a 1 l’impatto sul sistema sanitario sarebbe notevole. Di conseguenza lo spazio di manovra sulle riaperture non è molto. Il Comitato scientifico suggerisce di procedere con cautela, e riaprire soltanto edilizia, manifattura e commercio evitando qualsiasi tipo di situazione che possa generare  forme di aggregazione. Restano incertezze sul valore dell’efficacia dell’uso di mascherine per la popolazione generale dovute a una limitata evidenza scientifica, nonostante i dispositivi di protezione personale siano ampiamente consigliate.

“Scenario apocalittico”

Lo scenario“, scrive Huffington Post, “sarebbe apocalittico” con una riapertura totale. E la linea dei tecnici, sembra essere stato comunque seguito da Giuseppe Conte e da tutto il governo, proprio per evitare la catastrofe. Il totale dei malati che necessiterebbero cure in reparti intensivi sforerebbe i 430mila entro la fine dell’anno. Da qui la scelta della chiusura delle attività di bar e ristorazione, che nei modelli previsionali farebbero schizzare R0 sopra l′1, anche se fosse esclusa la fascia di popolazione over 65, che si stima essere del 47% più suscettibile al contagio, a causa dell’aumento di contatti sociali che ne deriverebbero. L’unica scelta presa in totale autonomia dalla politica è quella ormai famigerata della possibilità di incontrare i “congiunti”, probabilmente avendo un margine di 0,3 nel mantenere il tasso di contagio sotto l′1. Anche questa possibilità è stata sconsigliata dai tecnici, secondo cui le attività di aggregazione avrebbero dovuto rimanere interdette. Per tenere R0 inferiore a 1, il Cts ha raccomandato inoltre il rispetto delle raccomandazioni dei sistemi di trasporto; il rispetto delle raccomandazioni di carattere generale; il mantenimento del distanziamento sociale e dell’igiene frequente delle mani e ambientale in tutte le attività.

Fonte: Huffington, Il Fatto quotidiano

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