Uscire di casa prima del 4 maggio? Non se ne parla dice il premier Conte

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Coronavirus: le Regioni chiedono a gran voce una riapertura prima del 4 maggio, ma Conte di no. Nel frattempo aumentano i sanzionati per aver infranto la quarantena. 

Giuseppe Conte no alla riapertura - Leggilo.org

Erano gli inizi di aprile quando il premier Conte, in una conferenza stampa, ha annunciato la proroga delle misure restrittive per il contenimento del Covid-19: il virus che, dagli inizi di gennaio, è nato in Cina per diffondersi poi in tutto il mondo.  Ad oggi, quasi due settimane dopo il suo ultimo annuncio, le Regioni cominciano a chiedere le riaperture anticipate. La richiesta anche in ragione  dei dati, tendenzialmente positivi che la Protezione civile pubblica ogni giorno alle 18. Tra questi la decrescita di persona in terapia intensa o che sono ricoverate con sintomi.

Nonostante i dati che sembrano far ben pensare  i contagiati continuano ad aumentare ogni giorno con un andatura altalenante, e Conte dice no alle riaperture anticipate. Proprio ieri si è riunita in videoconferenza la cabina di regia tra Governo e Regioni, ricorda  Il Sole 24 Ore. Durante questo incontro è trapelata la richiesta delle regioni, in particolare Attilio Fontana per la Lombardia e Luca Zaia per il Veneto, di ripartire prima del 3 maggio – data ufficiale in cui dovrebbe terminare il lockdown. Tra le varie richieste, quindi hanno avanzato la possibilità di “prevedere la possibilità di riapertura, anche dal 27 aprile dei cantieri edili, in particolare quelli all’aperto e di alcune filiere produttive maggiormente esposte alla concorrenza internazionale”. Inoltre, hanno  chiesto la possibilità di agire in autonomia “per contemplare le singole specificità regionali in ordine agli aspetti relativi ai dati geografici, economici e sociali”.

Conte però si dice contrario a questa riapertura – che sarebbe dovuta avvenire lunedì 20 Aprile – e sulla sua pagina Facebook ha smentito qualsiasi voce divulgata in merito a un suo cambio di rotta.

Si è da poco conclusa la riunione della Cabina di regia tra Governo, Regioni ed enti locali durante la quale, con i…

Pubblicato da Giuseppe Conte su Sabato 18 aprile 2020

Gli effetti positivi di contenimento del virus e di mitigazione del contagio si iniziano a misurare,” scrive il premier Conte, “ma non sono ancora tali da consentire il venir meno degli obblighi attuali e l’abbassamento della soglia di attenzione”. Arrivano inoltre anche le dichiarazioni di Palazzo Chigi, che negano qualsiasi riapertura: “Le notizie filtrate circa l’apertura di attività produttive o l’allentamento di misure restrittive per lunedì prossimo sono prive di fondamento”. E nelle ultime ore, in un’intervista al Giornale il premier ha replicato a chi criticava il ricorso ad un numero eccessivo di consulenti ed esperti per gestire l’emergenza, sottolineando che le task force in campo sarebbero “soltanto due: una per l’emergenza sanitari e una composta da esperti per la ripartenza, guidata da Vittorio Colao“.

Intanto cresce sempre di più il numero di sanzionati in Italia: si tratta, nella maggior parte dei casi, di cittadini al limite della sopportazione e che preferiscono pagare un’ingente multa pur di non perdere la loro “ora d’aria.”  Tra questi, però, si evince una piccola percentuale di multati ingiustamente, persone costrette a uscire per motivi di salute o lavorativi e che hanno smosso l’opinione pubblica.

E’ il caso di un rider di Torino che ogni giorno è costretto a uscire di casa per fare le consegne. Marwen, riporta la Stampa, ogni giorno percorre migliaia di chilometri per effettuare consegne a domicilio per il guadagno di 5 euro lordi ciascuna. Dopo la multa, però, non se la sente più di scendere, ha paura.

Se mi toccherà pagare probabilmente non riuscirò a recuperare la somma neanche con un anno di lavoro”  ha detto il ragazzo. E’ stato fermato dai vigili durante l’orario di lavoro e, nonostante le sue motivazione a circolare, gli è stata inflitta una multa di 4 mila euro. “Solitamente quando completo il primo ordine della giornata, mi sposto assieme ad altri colleghi verso il centro, perché essendo pagati a cottimo siamo costretti a cercare dei punti strategici per velocizzare le richieste di ritiro e consegna. Però in piazza Derna sono stato fermato da alcuni vigili in moto.”

I vigili, insomma, non ne hanno proprio voluto sapere e, sordi delle parole del rider, hanno chiesto una dimostrazione che l’uomo non poteva fornire perché, subito dopo una consegna, l’ordine si cancella automaticamente. “Hanno contestato il fatto che ero fuori dal Comune di residenza – il rider abita fuori Torino – su un mezzo privato e senza un apparente motivo. Marwen ha commentato: “È capitato non solo a me ma anche a tanti altri colleghi, sopratutto negli ultimi giorni. Lo trovo incomprensibile dato che siamo una delle poche categorie che servono la città in questi giorni di lockdown. Dall’azienda non ho ricevuto nessun tipo di sostegno pratico e me la dovrà cavare con le mie sole forze”.

Flavia Perina ex parlamentare di Futuro e Libertà, che sta raccogliendo le multe più bizzarre. Tra queste il caso della signora Roberta che doveva recarsi in farmacia. La signora abita proprio al limite di Pescia Fiorentina e la farmacia più vicina, a 5 km da casa, è la Farmacia Mazzoni di Pescia Romana. Al ritorno viene fermata sulla piazza del paese dai Carabinieri che la multano per aver attraversato il confine comunale: ella, dicono, per rispettare l’ordinanza avrebbe dovuto recarsi alla farmacia di Capalbio Scalo situata a 15 km di distanza. La sanzione è di 280 euro.

Rubrica Multe/ 6. La signora Roberta deve andare in farmacia, quella dove va sempre. Ella abita proprio al limite di…

Pubblicato da Flavia Perina su Martedì 14 aprile 2020

Di sanzioni al limite dell’inverosimile parla il Corriere che riporta il racconto di una donna fatta alla Voce di Genova, costretta a uscire per acquistare materiale protettivo: “Abbiamo avuto la necessità di acquistare detergenti, guanti, mascherine e amuchina, presso l’Ipersoap di via Merano perché il supermercato più vicino da giorni ne era sprovvisto. Prima di uscire mio marito ha telefonato al comando della Polizia municipale: ha detto il luogo dove abitiamo, dove volevamo andare. La persona che ha risposto, ci ha comunicato che era uno spostamento consentito. Siamo arrivati in via Merano e siamo stati fermati da una pattuglia della Polizia locale. Nel verbale, è scritto che non abbiamo rispettato l’ordinanza riguardante la limitazione di zona e circoscrizione. Risultato: 533,33 euro di sanzione per me, altri 533,33 euro di sanzione per mio marito Maurizio. Oltre mille euro”.

Simona Contaldi

Fonte: Corriere, La Stampa, Il Giornale, Giuseppe Conte FB, Flavia Perina FB

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