Coronavirus, epidemia inarrestabile, contagiato anche Nicola Zingaretti

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Bollettini della Protezione Civile sempre più critici. Preoccupa la tenuta del Sistema Sanitario Nazionale. E i virologi avvertono: siamo solo all’inizio e non sappiamo quanto durerà.

Coronavirus, sale il numero dei contagi. Il virologo Lopalco: "Non si vedono gli effetti delle misure di contenimento" - Leggilo.org

 

Il presidente della Regione Lazio e segretario del Pd, Nicola Zingaretti, è positivo al Coronavirus. Ad annunciarlo è lui stesso in una diretta Facebook: “I medici mi hanno detto che sono positivo al Covid19. Sto bene ma dovrò rimanere a casa per i prossimi giorni. Da qui continuerò a seguire il lavoro che c’è da fare. Coraggio a tutti e a presto!”. Zingaretti si sofferma sulla sua situazione in una diretta Facebook: “È arrivato, anche io ho il Coronavirus. Ovviamente sarò seguito secondo tutti i protocolli seguiti in questi casi. Sto bene ed è stato scelto l’isolamento domiciliare: continuerò da casa a seguire quello che potrò seguire. La mia famiglia sta seguendo i protocolli, la All sta contattando le persone che in questi giorni sono state più vicine al lavoro, per le verifiche del caso. Ho informato il vicepresidente Leodori della giunta regionale così come il vicesegretario del Pd Orlando, che seguirà tutte le attività politiche. Io ho sempre detto: niente panico, combattiamo. Quanto mai in questo momento darò il buon esempio, seguendo alla lettera le disposizioni dei medici, della scienza, tentando di dare una mano lavorando da casa per quanto possibile. E combatto, come è giusto fare in questo momento per ciascuno di noi e per tutto il Paese”.

I medici mi hanno detto che sono positivo al Covid19. Sto bene ma dovrò rimanere a casa per i prossimi giorni. Da qui continuerò a seguire il lavoro che c’è da fare. Coraggio a tutti e a presto!

Pubblicato da Nicola Zingaretti su Sabato 7 marzo 2020

Intanto continua a salire il numero dei contagiati per Coronavirus nel nostro Paese. Come riporta Il Corriere della Sera, che cita i dati forniti dal quotidiano bollettino della Protezione Civile diramato da Angelo Borrelli, sono 4.636 i positivi in Italia, 197 i deceduti e 523 i pazienti dichiarati totalmente guariti. Nel nostro Paese il il terzo focolaio più grande del pianeta, superati anche i casi in Iran. Il timore maggiore è per la tenuta del Sistema Sanitario Nazionale, che potrebbe collassare dinanzi all’aumento vertiginoso dei contagiati. La preoccupazione maggiore è per i posti di terapia intensiva, che si necessita per i casi più gravi di Coronavirus. Ma siamo solo all’inizio dell’epidemia, alla sua fase prematura anche se esponenziale. L’Istituto Superiore della Sanità ha spiegato che la prossima settimana sarà cruciale per valutare al meglio se le misure adottate dal Governo del Presidente del Consiglio Giuseppe Conte avranno sortito gli effetti sperati o meno, se il contenimento delle cosiddette zone rosse avrà funzionato. Ma la strada è ancora lunga.

Secondo Repubblica c’è scetticismo nella Comunità Scientifica del Paese. Stiamo imparando a conoscere il Coronavirus, le modalità di contagio, i suoi effetti, ma il nostro organismo non ha alcuna difesa contro questo ospite sconosciuto. Sappiamo delle categorie più a rischio: le persone anziane, gli immunodepressi o persone con gravi patologie pregresse. Eppure il virus ci ha drammaticamente sorpreso, andando a colpire violentemente anche persone in perfetta salute. Ecco perchè le Autorità Sanitarie invitano alla calma ma chiedono misure più drastiche. Lo spiega bene l’epidemiologo e Professore dell’Università di Pisa Pier Luigi Lopalco: “Non si vedono gli effetti delle misure di contenimento. Limitare i contatti sociali è l’unico modo per rallentare i contagi. E rallentare i contagi è l’unico modo per evitare che il virus continui a correre a briglia sciolta e porti gli ospedali al collasso”. 

Il Professor Lopalco conclude: “I casi in Italia raddoppiano ogni 2,6 giorni. È un numero davvero alto. Siamo di fronte a un virus dal potenziale pandemico”. La Comunità Internazionale guarda con attenzione le curve dei dati dell’epidemia in Cina, dove il Coronavirus si è manifestato per la prima volta. Racconta il virologo e docente della Northeastern University di Boston, Alessandro Vespignani: “Ci vuole più tempo, siamo ancora nella fase di diffusione esponenziale. È evidente che siamo di fronte a un’epidemia molto veloce”. E aggiunge: “Il virus resterà una presenza importante almeno per i prossimi due-tre mesi. Poi raggiungeremo il picco, il momento in cui i contagi rallenteranno e l’epidemia entrerà in fase calante. Penseremo di esserne usciti. E sbaglieremo”. E conclude: “Solo quando una fetta importante della popolazione sarà stata contagiata e avremo sviluppato la cosiddetta immunità di gregge potremo dire di aver arginato l’epidemia”. L’Esecutivo sembra navigare a vista, i provvedimenti che vanno dai 10 ai 15 giorni, come la chiusura delle scuole e delle università ad esempio, non sembrano risolutivi e rischiano di mandare un messaggio ambiguo. L’epidemia durerà ancora per molto tempo e non vi è alcuna prova scientifica di un suo ipotetico calo a causa dell’arrivo dei mesi estivi. Insomma la battaglia contro il mostro è appena agli

 

Fonte: Il Corriere della Sera, Repubblicam Nicola Zingaretti FB

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