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Coronavirus, la Russia ha deciso di vietare l’ingresso ai cittadini cinesi

ULTIMO AGGIORNAMENTO 19:15
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Un cittadino italiano a bordo della nave da crociera Diamond Princess è risultato positivo al coronavirus. Dopo lo sbarco,prevista la quarantena per tutti i passeggeri italiani.  Il contagio ha raggiunto le 75.000 persone, secondo stime ufficiali. Oltre 2000 i morti 

coronavirus diamond princess westerdam

Come si apprende dall’agenzia Adnkronos, un cittadino italiano che naviga a bordo della Diamond Princess è risultato essere positivo al coronavirus. In queste ore i Dicasteri di Difesa, Esteri e Salute stanno lavorando per velocizzare i rimpatri. E’ già stato annunciato che, avvenuto lo sbarco dalla nave, tutti i cittadini che rientreranno in Italia saranno sottoposti ad un periodo di quarantena. Misura che, qualche settimana fa , alcuni governatori leghisti del Nord Italia, come Luca Zaia e Massimiliano Fedriga, avevano richiesto anche per i bambini che rientravano a scuola dalla Cina per i consueti festeggiamenti del capodanno. Ma, allora, il Ministro dell’Istruzione Lucia Azzolina si oppose sostenendo che non vi era alcuna emergenza. Di tutt’altro avviso, invece, il collega Roberto Speranza, Ministro della Salute in quota Leu. Speranza già la settimana scorsa, al vertice a Bruxelles, aveva ribadito la necessità di prendere misure  precauzionali. L’Italia, in tal senso, avendo bloccato tutti i voli diretti da e per la Cina a partire dal 30 gennaio, si sta dimostrado un passo oltre rispetto ad altri paesi europei. Ora il Ministro Speranza, dopo l’annuncio ufficiale della protezione Civile, del cittadino italiano positivo ai test, ha riconfermato le sue posizioni prudenziali: “Non bisogna fare allarmismo certo ma la prudenza è d’obbligo. In questo l’Italia è all’avanguardia in Europa”. E, infatti, nonostante le polemiche e la contrarietà di molti paesi membri, anche Repubblica Ceca e Grecia hanno deciso di seguire la via prescelta dall’Italia e d’interrompere i collegamenti aerei diretti con la Cina. Mentre la Russia – riferisce la Repubblica – ha annunciato anche, a partire dal 20 febbraio, saranno sospesi tutti gli ingressi di cittadini cinesi per motivi di lavoro, studio e per turismo. La misura sarà temporanea e non influirà sui passeggeri in transito.

La situazione a bordo della Westerdam

E se la situazione della Diamond Princess sembra sotto controllo, decisamente più critica, invece, la situazione di un’altra nave da crociera: la Westerdam della compagnia Holland America Line. La nave è stata lasciata in mare per ben 20 giorni con a bordo oltre 2000 persone tra passeggeri ed personale di bordo. Nessun paese dell’Asia, infatti, ha concesso lo sbarco fino a venerdì scorso quando si è offerta la Cambogia. Non sono stati effettuati controlli allo sbarco ne è stato fatto alcun periodo di quarantena. Addirittura il primo ministro cambogiano si è presentato al porto per accogliere le persone sbarcate senza la mascherina.  Come riferisce ancora la Repubblica tra i passeggeri vi erano anche due coniugi americani risultati positivi ai test. Non si sa ancora se hanno contagiato altri. Tra i passeggeri vi erano 5 italiani. Tre sono   rientrati in Europa, nei rispettivi paesi di residenza. Due si trovano ancora in Cambogia insieme al resto del gruppo della crociera.

Cosa succede in Africa

E, come era prevedibile, è stato riscontrato anche il primo caso di coronavirus in Africa, in Egitto per la precisione. Si tratta di un uomo di 33 anni. L’Africa, infatti, ha intensi rapporti commerciali con la Cina. Ma – come ci ricorda Il Fatto Quotidiano – ad oggi sono ancora pochissimi, in tutto il continente, i centri in grado di effettuare test per verificare se vi è stato contagio. E pochissime anche le strutture in grado di fornire le cure adeguate ai pazienti più gravi che richiedessero terapie intensive.  L’Egitto, da inizio febbraio, ha interrotto tutti i voli diretti con la Cina. Provvedimento che, purtroppo, non è ancora stato preso dall’Etiopia dove Ethiopian Airlines effettua collegamenti quotidiani con la Cina. Per questa ragione Addis Abeba è considerato uno degli hub più a rischio. Molto critica anche la situazione in Zambia dove si trova un ospedale a guida cinese nel quale si trovano diversi lavoratori rientrati di recente dalla Cina. Essi, pur presentando tosse, non sono stati posti in isolamento. E a ciò si aggiunge un altro gravissimo problema: molti Stati dell’Africa non hanno i soldi necessari per far rimpatriare immediatamente i loro cittadini che, per lavoro o per studio, si trovano in Cina. Come aveva anticipato il Ministro della Salute Roberto Speranza nel vertice di Bruxelles sopra citato, se il coronavirus colpirà l’Africa, questo diventerà un problema anche per l’Europa che dovrà farsene carico.

Fonte: Adnkronos, Repubblica, Il Fatto Quotidiano

 

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