L’ex Pm ed ex parlamentare di Italia dei Valori si schiera dalla parte dell’ex Ministro Matteo Salvini e attacca il Premier Giuseppe Conte. La strategia per mandare a processo il leader della Lega potrebbe rivelarsi un boomerang.
Antonio Di Pietro, ex parlamentare di Italia dei Valori ed ex Pm di Mani Pulite, chiama in causa il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte sul Caso Gregoretti. Pochi giorni fa, a Palazzo Madama, la Maggioranza ha votato a favore per l’autorizzazione a procedere nei confronti di Matteo Salvini, richiesta dal Tribunale dei Ministri di Catania, per l’accusa di sequestro di persona e abuso d’ufficio. Salvini, allora Ministro dell’Interno del Governo Giallo-Verde guidato proprio da Conte, bloccò la nave della Guardia Costiera Gregoretti a largo di Lampedusa che aveva appena soccorso dei migranti nelle acque libiche. Nel corso dei mesi il leader della Lega ha sempre sostenuto che la scelta fu collegiale e condivisa sia con il Premier che con gli alleati del Governo del M5S. Come spiega Di Pietro a Il Giornale, questa scelta della Maggioranza apre scenari complicati per il Premier: “Mi disturba il comportamento pilatesco di chi adesso vuole scaricare solo su Salvini una responsabilità politica che è anche di altri membri del governo. Non impedire un evento, che si ha l’obbligo giuridico di impedire, equivale a cagionarlo. A questo punto non vedo come Conte non possa non essere indagato, dopo Salvini”. Per Di Pietro, dunque, se Conte pensava che, con la decisione dell’attuazione del blocco navale, Salvini stesse compiendo un reato, da pubblico ufficiale aveva l’obbligo di impedirlo. Come aggiunge Agi, tale disposizione è prevista nell’articolo 40, secondo comma, del codice penale. La decisione dunque, di valutare l’operato dell’ex Ministro dell’Interno in tale occasione come reato, potrebbe essere un clamoroso boomerang per Conte. E non è certo che la Procura di Catania, a cui passano ora i documenti, rinvii a giudizio il leader del Carroccio. La stessa Procura, infatti, aveva archiviato il caso, poi ripreso dal Tribunale dei Ministri. La questione è molto delicata, ma la scelta della Maggioranza Giallo-Rossa di mandare a processo Salvini potrebbe rivelarsi un clamoroso flop.
Fonte: Il Giornale, Agi
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