Ocean Viking soccorre un barcone con 39 persone a bordo in acque libiche

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La nave Ong ha soccorso un barcone in avaria a circa 35 miglia dalle coste libiche. Al momento non vi sono notizie del luogo previsto per lo sbarco. 

Ocean Viking: nella notte soccorso un barcone con 39 migranti a bordo - Leggilo.org

La Ocean Viking ha portato a termine un’operazione di soccorso di un barcone in avaria con circa 39 migranti a bordo in acque territoriali libiche. Come riporta Il Giornale, il barcone su cui viaggiavano i migranti ha iniziato ad imbarcare acqua, e il motore è andato in avaria, poco dopo la partenza dalle coste libiche. A quel punto è stato dato l’allarme verso le 2.06 di notte, ore italiane, ad Allarm Phone, la piattaforma internazionale che monitora quel tratto di acque del Mediterraneo dove passano le più grandi tratte dei barconi carichi di migranti. Allarm Phone ha poi girato la richiesta d’aiuto alla nave più vicina, ovvero la Ocean Viking. Come riporta l’account ufficiale di Medici Senza Frontiere, si è trattato di un salvataggio molto difficile e pericoloso, data la presenza di onde alte e forte vento.

Due giorni fa, il Ministro dell’Interno Luciana Lamorgese ha autorizzato lo sbarco, rispettivamente a Messina e Taranto, di altre due nave Ong appartenenti alla SOS Mediterranee, la Open Arms e la Sea Watch. Un chiaro segno del cambio di passo del Viminale rispetto al passato. Si monitora la situazione internazionale, dal momento che il mancato accordo tra il Premier libico Al-Serraj e il generale Hafthar a Berlino domenica prossima, potrebbe riaccendere lo scontro in Cirenaica, con la conseguente fuga di tantissimi disperati verso il nostro Paese. Nel frattempo, come spiega Il Sole 24 Ore, il Governo guidato dal Presidente del Consiglio Giuseppe Conte è al lavoro per un provvedimento straordinario di regolarizzazione degli immigrati irregolari, già presenti in Italia, a fronte dell’immediata disponibilità di un contratto di lavoro. Una vera e propria sanatoria, che prevederebbe due canali per la sua attuazione. Il primo, che riguarda gli arrivi, è basato su soggetti intermediari per la ricerca di lavoro (come i centri per l’impiego), che fungeranno da tramite tra la forza lavoro degli stranieri e le offerte di lavoro dei datori in Italia. Il tal caso, l’immigrato potrà accedere al nostro Paese con uno specifico permesso di soggiorno per la ricerca di lavoro. Il secondo canale, invece, è l’accesso alle prestazioni lavorative con il contributo di soggetti pubblici, Regioni e Comuni su tutti, che garantiranno risorse finanziarie adeguate e alloggi sul proprio territorio per il periodo di ricerca. Per gli stranieri poi che si trovano sul nostro territorio, e che dimostrino l’effettiva integrazione nel nostro Paese, potrebbe arrivare una “premiazione”, ovvero un permesso di soggiorno della durata di due anni, che potrà essere rinnovato se nel frattempo il soggetto avrà svolto attività lavorativa o un percorso finalizzato all’inserimento nel mondo del lavoro.

 

Fonte: Il Giornale, Ufficiale Medici Senza Frontiere, Sos Mediterranee, Il Sole 24 Ore

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