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“Salvini ha lasciato in alto mare migranti malati di scabbia. Per questo va processato”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 15:52
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PD, M5S e Iv hanno già annunciato di voler votare per l’autorizzazione a procedere in Giunta, ma gli effetti della scelta si fanno già sentire. Ecco perchè forse è meglio non rischiare e di puntare tutto sul dopo elezioni regionali. 

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Il caso Gregoretti continua a tenere banco nel dibattito politico. Nella giornata di ieri, come spiega HuffingtonPost, Movimento 5 Stelle, Partito Democratico e Italia Viva hanno ritirato i propri Senatori dai lavori della Giunta per le Immunità di Palazzo Madama dopo un voto contrario in cui è stato decisivo il parere del Presidente della Giunta Maurizio Gasparri. Secondo la Maggioranza, tra l’altro, la richiesta, che consisteva in un rinvio dei lavori, era più che giustificata dal momento che si richiedeva più tempo per valutare importanti documenti che descrivono lo stato di salute di alcuni migranti in quei giorni sulla nave della Guardia Costiera. Particolare importante, dal momento che nell’istruttoria del caso si parla di almeno 30 casi scabbia o simili malattie riscontrate sulla nave quei giorni, che avrebbero dovuto impedire il blocco per evitare il contagio. Secondo l’ex Senatore Cinque Stelle Gregorio De Falco la colpa è da attribuire a Maurizio Gasparri che non sta mantenendo, accusa, il suo ruolo di garante: “Gasparri ha abdicato al suo ruolo di imparzialità e tradito la garanzia data a Grasso che non ci sarebbero state votazioni in sua assenza”. Nella giornata di ieri è arrivata anche la versione del Senatore di Forza Italia, che si è difeso: “Io sono relatore, dietro la richiesta di acquisire nuove carte c’è un giudizio di insufficienza sulla mia relazione, e dunque era normale che votassi contro. A Grasso avevo garantito che non avremmo votato sulla proposta di autorizzazione a procedere, e così è. Se però qualcuno fa una proposta la devo mettere ai voti subito, mica posso aspettare che quelli tornino dall’America”. Il perchè il caso sia diventato prettamente politico, pur dovendo decidere sugli aspetti burocratici-amministrativi, ovvero se l’allora Ministro dell’Interno Matteo Salvini abbia o meno abusato dei suoi poteri in quella circostanza, cerca di spiegarlo Giovanni Bianconi sul Corriere della Sera. Inizialmente mandare a processo Matteo Salvini era apparso un autentico boomerang per il Partito Democratico, che però decise, insieme al Movimento 5 Stelle che si sarebbe votato per l’autorizzazione a procedere. Ma quello che si temeva, dopo gli annunci, è divenuto realtà. Salvini ha sapientemente usato la notizia a proprio vantaggio accusando i partiti di Maggioranza di volerlo indebolire attraverso le azioni della Magistratura e non delle urne. Lo stesso leader della Lega, nella giornata di ieri dalla provincia di Parma dove è impegnato nella campagna elettorale per le regionali del 26 gennaio, ha detto: “Se mi ci manderanno andrò a processo a testa alta, ma dovranno preparare un tribunale bello grande perché con me ci saranno tanti italiani”. Ed è anche per questo che il Presidente Gasparri tira dritto fino al 20 gennaio: ha già annunciato che la sospensione dei lavori in Senato dal 20 al 24 non valgono per la Giunta, in modo da poter votare prima delle elezioni in Calabria e in Emilia-Romagna. Oggi ci saranno diverse riunioni, ma c’è la volontà delle opposizioni di dare battaglia.

 

Fonte: Corriere della Sera, HuffingtonPost

 

 

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