Luigi Di Maio: “Stanno comprando i miei senatori come fossero vacche”

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Dopo il passaggio di tre senatori grillini alla Lega, il leader dei Cinque Stelle Luigi Di Maio spalleggiato dal presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha accusato Matteo Salvini di averli “comprati” attraverso promesse di posizioni. Ma il segretario del Carroccio reagisce e avverte gli avversari che è pronto a querelarli.

Conte Di Maio contro Salvini - Leggilo.Org

 

Dare la colpa agli altri è sempre la via più comoda. Lo sanno i bambini che devono nascondere qualche marachella. Ma lo sa bene anche il capo dei Cinque Stelle Luigi Di Maio stando al suo atteggiamento in seguito alla emorragia di senatori che sta subendo il M5S. Nei giorni scorsi è stato ufficializzato l’addio di Stefano Lucidi, Ugo Grassi e Francesco Urraro, tre senatori grillini che hanno scelto di passare alla Lega in seguito all’approvazione della riforma del Mes ottenuta grazie al cambio repentino proprio di Luigi Di Maio. Già da tempo si respirava un certo malcontento tra le fila dei grillini e sempre più esponenti lamentavano di non riconoscersi più in questa nuova linea del Movimento, sempre pronto a cedere alle richieste degli alleati Dem. Ma Di Maio, invece di ammettere che il movimento di cui è a capo si sta sgretolando proprio per via delle sue scelte, ha preferito puntare il dito contro l’ex alleato di Governo, il leader della lega Matteo Salvini. Questo – come ha riportato Il Fatto Quotidiano il suo commento: “I miei ex senatori sono passati alla Lega perché Salvini li ha comprati con chissà quali promesse.  Salvini ha aperto il mercato delle vacche”. Duplice offesa dunque: per gli ex esponenti del M5S accusati di vendersi ma anche per Matteo Salvini, accusato di “rubare” risorse ad altri partiti tramite promesse di non si capisce bene quale genere. L’ex Ministro dell’Interno – riporta Il Giornale – ha ribattuto: “Io non promesso nulla a nessuno. Loro sono al Governo, io all’opposizione, dunque questi senatori avrebbero avuto più da guadagnare a restare con loro che non a passare alla Lega. per questo li stimo, sono stati coerenti con le loro idee. Ora o Di Maio e Conte la smettono di dire falsità o questa volta li querelo”. E, in effetti, quale dissennato, trovandosi in un partito al Governo, passerebbe all’opposizione sperando di trarre maggior profitto? Semmai potrebbe avvenire il contrario. Il senatore Ugo Grassi, il primo a rendere ufficiale il passaggio alla Lega, ha dichiarato che a partire dall’alleanza con il Partito Democratico di Nicola Zingaretti ha smesso di riconoscersi nelle scelte politiche dei Cinque Stelle. Pertanto, per continuare a portare avanti i propri principi, ha scelto di passare nel partito degli ex alleati di Governo con i quali, durante il primo esecutivo guidato da Giuseppe Conte, aveva già avuto modo di constatare un terreno comune su cui lavorare. Il senatore Stefano Lucidi, uno dei più critici sulla riforma del Mes, fino all’ultimo era stato indeciso se confluire anche lui nel Carroccio o aderire al gruppo misto che gli alcuni fuoriusciti dal M5S hanno in previsione di creare. Ma poi i dubbi sono scomparsi anche per lui e ha aderito al progetto di Matteo Salvini. Lucidi è stato, forse, il più duro verso il suo ex leader Luigi Di Maio. Infatti accusato d’incoerenza dal capo dei grillini per aver cambiato casacca senza essersi prima dimesso, l’ex senatore pentastellato – riferisce Adnkronos – ha controbattuto: “Di Maio forse non si è ancora accorto che, grazie al suo atteggiamento, il M5S  è passato dal 32% al 15%. Forse è lui che dovrebbe dimettersi e ammettere di aver fallito”.

Fonte: Adnkronos, Il Fatto Quotidiano, Il Giornale

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