Il giornalista Michele Santoro scende in piazza San Giovanni con le sardine e condanna i leader della Lega e di Fratelli d’Italia Matteo Salvini e Giorgia Meloni: “Non sono molto diversi da Hitler”.
Sono sempre di più i personaggi pubblici che decidono di scendere in piazza con le sardine, il movimento antifascista nato a novembre a Bologna per contrastare le politiche di Destra. Il 1 dicembre a Milano è scesa in piazza la cantante Ornella Vanoni mentre il 14 dicembre, in piazza San Giovanni a Roma, è stata la volta di Michele Santoro. “Scendo perché le sardine hanno fatto rientrare la luce nelle case di milioni di italiani. Scendo perché bisogna fermare politici come Meloni e Salvini che sono come Adolf Hitler, parlano di razza e non vogliono lo ius soli”. Questo l’estremo parallelismo che Samtoro ha fatto durante l’intervista a Huffington Post. Il movimento delle sardine, solo un mese fa, quando nasceva, si dichiarava apolitico. Oggi si dichiara, invece, antifascista. Inizialmente il leader Matti Santori si esprimeva in questo modo: “Chiunque può scendere in piazza con noi” e si parlava di critiche alla politica odierna in generale. Ma da quel chiunque qualcuno è rimasto tagliato fuori, come l’esponente di Casapound Simone Di Stefano che, nei giorni scorsi, aveva manifestato l’intenzione di scendere anche lui in piazza a Roma. La neutralità, o imparzialità politica, aveva iniziato a scricchiolare a Modena quando – come ha riportato La Pressa – la sardina jamal Hussein, già membro di un sindacato studentesco sostenuto dal PD, era salito sul palco per sostenere Stefano Bonaccini, il Dem in corsa per l’Emilia Romagna. E lo stesso Mattia Santori, qualche settimana dopo, ha ripetuto la scena a Bologna, scendendo anche lui in piazza per sostenere Bonaccini contro la leghista Lucia Borgonzoni. E sempre più spesso il rito di apertura dei flashmob delle sardine è diventato intonare Bella Ciao. “E cosa c’è di male? Dobbiamo far capire che la lotta antifascista non è mai finita in Italia”. Queste le parole di Michele Santoro il quale non punta il dito solo contro Salvini e Meloni ma contro una certa mentalità italiana in generale: “Agli italiani il modello salviniano piace perché dà l’illusione dell’uomo forte che poi non vero assolutamente. ma la colpa è pure di Grillo che ha atto un Gverno con la Lega”.
Fonte: La Pressa, Huffington Post
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