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Assorbenti e tamponi, raggiunto l’accordo: Iva al 5% solo per i prodotti “bio”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 19:35
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Intesa raggiunta nella Maggioranza per l’approvazione dell’abbassamento dell’Iva sui prodotti igienici femminili. Il provvedimento aveva subito una brusca frenata nelle ultime settimane, ma una modifica presentata dal M5S ha sbloccato la mozione. 

Raggiunto l'accordo sulla Tampon Tax: Iva al 5% per i prodotti bio - Leggilo.org

Come racconta Il Messaggero, l’accordo prevede la riduzione dell’aliquota applicata sui prodotti sanitari e igienici femminili, dal 22 al 5%, solo sui prodotti etichettati come “bio”. Le modifiche del testo presentato il 12 novembre scorso alla Camera dalla deputata del Partito Democratico Laura Boldrini, sono state avanzate dalla parlamentare Vita Martinciglio del Movimento 5 Stelle. La nuova mozione prevede inoltre la stessa tassazione per  altri prodotti sanitari e igienici per bambini, anziani e disabili, che siano “compostabili”. Con ciò si intende che i prodotti in questione dovranno decomporsi in breve periodo, 6 mesi per i bio e 3 mesi per i compostabili, ed essere in tal modo più ecologici per l’ambiente rispetto ad altri articoli.

Due giorni fa, con un video pubblicato da Il Fatto Quotidiano, alcune deputate della Maggioranza hanno lanciato un appello per chiedere al Governo di uscire dall’impasse e di discutere immediatamente dell’abbassamento dell’Iva sugli assorbenti e i tamponi. Una mossa che ha certamente influito sul recente accorto raggiunto. Nel video, registrato vicino alla panchina rossa a Montecitorio, simbolo della lotta alla violenza contro le donne, le parlamentari dichiarano che questa è l’occasione per lo Stato di mostrare vicinanza al mondo femminile oltre che un vero e proprio sostegno economico: “Il ciclo non è un lusso, dunque è giusto abbassare l’Iva dal 22% al 10%. Ce lo chiedono centinaia di migliaia di donne e di ragazze del nostro Paese. Questa è un occasione da parte dello Stato sia per andare incontro alle famiglie monoreddito sia per essere ulteriormente sensibile verso il mondo femminile. D’altronde questa è una realtà in molti Paesi: Francia, Inghilterra, Belgio e addirittura l’Irlanda prevede l’esenzione”.

La mozione fu bocciata dal Governo Conte I

La proposta promossa dalla ex Presidente della Camera e firmata da altre 32 deputate appartenenti ai partiti che formano la maggioranza del Governo di Giuseppe Conte, prevedeva inizialmente il passaggio dell’aliquota Iva sugli assorbenti e prodotti simili dall’attuale 22 al 10%. L’emendamento, presentato a Montecitorio, proponeva: “Ai prodotti sanitari e igienici femminili, quali tamponi interni, assorbenti igienici esterni, coppe e spugne mestruali, si applica l’aliquota del 10 per cento dell’imposta sul valore aggiunto (IVA) ai sensi di quanto disposto dal secondo comma dell’articolo 16 del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633”. Una proposta simile fu infatti bocciata circa un anno fa in Commissione Bilancio alla Camera, per mancanza delle coperture finanziarie, dal Governo giallo-verde.

Fonte: Il Messaggero, Il Fatto Quotidiano, Agenzia Vista

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