Una folla di 5mila persone nonostante la pioggia ha partecipato alla presidio “Milano non odia” per esprimere solidarietà alla senatrice a vita Liliana Segre.
La pioggia battente non ha fermato le oltre 5mila persone che hanno partecipato a “Milano non odia” per esprimere solidarietà alla senatrice a vita Liliana Segre, a cui è stata assegnata una scorta a seguito delle minacce e insulti antisemiti apparsi sui social. La manifestazione è stata promossa dalle associazioni Bella Ciao, Milano!, Anpi e Aned.
L’iniziativa è avvenuta di fronte al Binario 21, simbolo cittadino della Shoah nonché luogo da cui partivano i treni per i campi di concentramento, divenuto poi memoriale. La proposta è stata lanciata nella giornata di venerdì 8 novembre su Facebook; ad essa, in breve tempo hanno aderito molti partiti – Articolo 1, Giustizia e Libertà, Italia Viva, Milano in Comune, Milano Progressista, Rifondazione, PD, Più Europa, Possibile, Radicali, Sinistra Italiana, Verdi, Volt – sindacati – Fnsi, Cgil, Cisl, Uil – e associazioni, di cui, tra le altre, Arci, Aned, Acli, Comunità Curda, Gariwo, Articolo 21.
Come riportato da Huffington Post, coloro che hanno preso parte a questa iniziativa sono scesi in piazza mostrando l’immagine del giglio, un fiore di colore bianco, simbolo di purezza e candire così come di coraggio e orgoglio, da cui deriva il nome di Liliana. Tra le persone presenti vi sono stati anche i figli della senatrice a vita, Federica, Luciano e Alberto.
Molti sono stati i messaggi i messaggi solidali con Liliana Segre, tra cui quello della vicesindaca di Milano, Anna Scavuzzo, che, come riferito da Repubblica, ha aperto gli interventi: “Milano fa dei diritti il patrimonio comune – ha dichiarato – Siamo grati a Liliana Segre per il suo impegno e il suo coraggio. Abbiamo con noi dei gigli simbolo della nostra vicinanza a Liiana – ha sottolineato – una donna che ci guida con la sua purezza di intenti e la sua determinazione nel contrastare ogni forma di odio, che – ha concluso – ha sperimentato sulla sua pelle e che ancora oggi sentiamo strisciare in modo rivoltante“.
Fonte: Huffington Post, Repubblica
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