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Liliana Segre: “Non odio Matteo Salvini. E sono pronta ad incontrarlo”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 16:39
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La senatrice a vita, Liliana Segre, ha accettato l’invito di Matteo Salvini per discutere della recente istituzione al Senato della Commissione per l’odio e la discriminazione razziale, che porta proprio il nome della senatrice. Un tentativo di riavvicinamento dopo le roventi polemiche sul voto dei giorni scorsi. 

Liliana Segre sì a Matteo Salvini - Leggilo.Org

 

Segre: “Incontrerò Matteo Salvini”

Matteo Salvini, intervistato dal Corriere della Sera , sul caso Balotelli, ha dichiarato che preferirebbe incontrare la senatrice a vita piuttosto che il calciatore bresciano per parlare del tema razzismo e dell’istituzione della nuova Commissione in Senato contro l’odio e la discriminazione razziale, che porta proprio il nome di Liliana Segre: “Se devo incontrare qualcuno penso a Liliana Segre. Lei è una persona che merita tutto il mio rispetto e le chiederò quanto prima una incontro”. Salvini ha specificato che la Lega non ha nessun problema con la figura della senatrice a vita: “Se ci si fosse limitato all’antisemitismo non ci sarebbero stati problemi. Le commissioni etiche le lascio all’Unione Sovietica”. 

Liliana Segre, ha risposto al leader della Lega, durante l’incontro “L’etica della responsabilità: dalla memoria all’universalità dei diritti”, organizzato dal Municipio 6 del Comune di Milano con il Liceo Statale Marconi e l’Associazione Filgi della Shoah. La senatrice a vita sembra voler accettare l’incontro del leader della Lega, come riporta l’agenzia Ansa:“Lo incontrerò, certo, perchè non dovrei? Se lui mi vuole incontrare, perchè no? Se io non odio, perchè non dovrei aprire la porta?”. Un tentativo per smorzare le recenti polemiche sull’istituzione della Commissione contro l’odio e la discriminazione razziale che sarà presieduta dalla Segre. La senatrice, dalle colonne di  Repubblica, si era detta stupefatta dalla decisione di astenersi, da parte di tutto il centrodestra, sull’istituzione della Commissione. Una decisione che aveva scatenato feroci polemiche, che in qualche modo i leader conservatori stanno cercando di far rientrare. La prima a telefonare alla Segre era stata la leader di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni, che come riporta Libero, ha chiarito la posizione del suo partito: “Se vogliamo votare un documento serio sull’antisemitismo, Fratelli d’Italia c’è, ma non ci si può nascondere dietro una questione così seria per tentare di mettere in atto una censura politica. Mi spiace che tutto questo avvenga alle spalle di una figura autorevole come Liliana Segre”.

E i toni distensivi della senatrice hanno avuto un commento adeguato proprio da parte del segretario federale della Lega: “Chi nega l’Olocausto nel 2019 va curato da un medico bravo. Va messo in terapia da uno bravo”  ha detto Matteo Salvini, a Napoli per una iniziativa di partito scrive LaPresse. E ha aggiunto: “Sul fatto di mettere in mano a una Commissione partitica il giudizio di cosa è o non è razzismo, invece, mi si permetta qualche dubbio.Sarà per me un onore incontrare riservatamente Liliana Segre. Lei ha qualcosa da insegnarmi, Balotelli probabilmente no“.

 

Fonte: Corriere della Sera, Ansa, Repubblica, LaPresse

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