Home Economia Rapporto Svimez 2019 impietoso: “L’Italia è in piena recessione demografica”

Rapporto Svimez 2019 impietoso: “L’Italia è in piena recessione demografica”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 23:07
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Presentato a Roma, alla presenza del Presidente Giuseppe Conte, il Rapporto dello Svimez 2019, che ha indagato sulle criticità del mondo del lavoro in Italia. Secondo lo Svimez, si allarga il divario tra Nord e Sud del Paese, mentre aumentano i giovani che emigrano dall’Italia. Questi fenomeni, uniti all’invecchiamento della popolazione, non fa altro che ad andare ad aggravare la situazione lavorativa italiana. 

Presentazione Rapporto Svimez 2019 - Leggilo.org

Secondo lo Svimez il Sud perderà quasi 5 milioni di residenti nei prossimi anni 

Il Rapporto dello Svimez è allarmante: l’Italia continua ad essere un Paese in continua recessione demografica. Il Sud in particolare continua ad attraversare una crisi emigratoria, pari solo a quella degli anni successivi al dopoguerra. Ad aggravare una situazione già di per sè molto difficile è l’emigrazione verso l’estero della forza lavoro di giovani italiani, molti dei quali laureati, verso gli altri Paesi Ue. Secondo il Rapporto dell’associazione, l’effetto del calo demografico avrà cause disastrose per il Mezzogiorno: il Sud della penisola perderà 5 milioni di persone e di conseguenza quasi il 40& del Pil. Solo un incremento degli investimenti potrà invertire questa rotta.

La crescita occupazionale dall’inizio dell’anno, ha riguardato solo il Centro-Nord, con quasi 137.000 posti in più, mentre il Sud ne ha perso quasi 27.000. Un dato terribile se si pensa che, per colmare il divario tra le due parti del Paese, occorrerebbero quasi 3 milioni di posti di lavoro al Sud, nei prossimi anni. Altro dato che conferma la disparità tra le due parti del Paese, è il pendolarismo di lungo periodo, per motivi lavorativi, che riguarda quasi 236.000 persone del Mezzogiorno. Di queste più di 2/3 si sposta verso il Centro-Nord. La causa di questa stagnazione economica, secondo lo Svimez, è da ricercare nel crollo degli investimenti pubblici e nel crollo dei consumi. Mentre il Nord sta tornado ai livelli pre-crisi, il Sud fatica a risollevarsi, con il conseguente crollo anche degli investimenti privati.

Per lo Svimez, le misure adottate sin qui, non hanno sortito gli effetti sperati. In particolare, il “Reddito di Cittadinanza”, non ha avuto nessun impatto sul mondo del lavoro, poichè non integrato con reali misure a sostegno del welfare. Secondo il Rapporto inoltre, le richieste di regionalismo differenziato devono essere valutate in un’ottica di valorizzazione delle autonomie e di riduzione delle uguaglianze per la cooperazione nazionale e non per il particolarismo regionalista. Lo Svimez apre però al federalismo fiscale per sottrarre anche le classi dirigenti meridionali dagli alibi dell’attuale centralismo avaro.

Prodi: “Abbiamo bisogno di un flusso di migranti forte”

Come raccontato da Repubblica sul tema è intervenuto anche l’ex Presidente del Consiglio Romano Prodi, oggi presidente della Fondazione dei Popoli, che in occasione del convegno nazionale Aimmf di Bologna, ha parlato della necessità dei migranti per far fronte al calo demografico italiano:  “L’emigrazione non è certo una caratteristica di oggi. In Italia, dalla fine della Seconda Guerra, non vi erano stranieri, sostanzialmente. Viviamo in un continente che ha bisogno di immigrati. Le demografia europea obbliga questo, data la prevista diminuzione della popolazione europea di quasi il 10%, entro la fine di questo secolo. Per spiegare in concreto, l’Italia perderà, in una generazione il corrispettivo della popolazione dell’Emilia Romagna. Inoltre avremo un milione in più di persone oltre i 65 anni, nei prossimi quattro anni. Abbiamo bisogno di un flusso di migranti estremamente forte. Il migrante che arriva dopo 4 o 5 anni, tende a fare sue le caratteristiche sociali del Paese che lo ospita. Senza questa migrazione non avremmo nessuno possibilità di portare avanti la nostra vita economica”.

Fonte: Repubblica, Adnkronos