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Il 70% di chi percepisce il Reddito di cittadinanza non ne ha diritto

ULTIMO AGGIORNAMENTO 16:13
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In piena crisi di governo, la Lega prende di mira gli alleati pentastellati sul loro terreno, la misura cardine del loro programma di governo, il reddito di cittadinanza. Secondo quanto riportato da Massimo Garavaglia, il 70% dei percettori del sussidio sarebbe irregolare.

Di Maio reddito - Leggilo

“Il reddito di cittadinanza va rivisto”, commentava qualche giorno fa Matteo Salvini. A sostenerlo, il Viceministro all’Economia Massimo Garavaglia secondo cui il 70% di chi chiede di avere diritto al reddito, non ne ha in realtà alcun diritto. In un’intervista a “ItaliaOggi“, Garavaglia ha riportato il dato che sarebbe emerso in seguito ai controlli della Guardia di Finanza. “Gran parte di coloro ai quali è stato erogato il reddito di cittadinanza risulta non titolare e quindi i risparmi non possono che aumentare”, ha esordito, spiegando poi di poter intervenire aumentando realmente chi ne ha bisogno rivedendo alcune cedole della misura. “Mancano ancora i decreti attuativi che consentono ai comuni di chiamare i beneficiari del reddito di cittadinanza per prestare servizi socialmente utili”, ha proseguito Garavaglia, suscitando le ire dei pentastellati.

Secondo l’altro Viceministro stellato Laura Castelli, i numeri comunicati da Garavaglia non corrisponderebbero al vero. “So che stanno per essere licenziate disposizioni operative ai reparti della Gdf a seguito di alcune interlocuzioni col ministero del Lavoro e Inps”, ha dichiarato, come riportato da Il Sole 24 ore. Ciò che è certo, è che esistono casi di persone che lavorano a nero e percepiscono anche il reddito. Perplessità anche nel Caf: “A me sembra un numero esagerato perché significherebbe che su 1,2 milioni di domande circa 800.000 non hanno i requisiti a posto”, ha commentato Massimo Bagnoli, amministratore unico Caf Cia e coordinatore della Consulta nazionale Caf.

L’intenzione della Lega non sarebbe comunque quella di cancellare la misura, ma di rivederla per farne uno strumento di politica attiva. Andrebbe modificato il parametro dell’offerta di lavoro, valutata su base giornaliera anziché mensile e andrebbero anche rafforzati gli incentivi alle imprese che assumono i percettori del Reddito. Come già detto da Salvini qualche giorno fa, in moltissime realtà – specie al Sud – il Reddito si sta trasformando in incentivo al lavoro nero. La situazione va monitorata, in nome del sostegno alla crescita e lo sviluppo all’assistenza.

Quanto ai numeri, come comunicato dall’Inps e riportato dall’Ansa, sono 1.491.935 le domande di Reddito di cittadinanza presentate al 31 luglio. Di queste, 922.487 sono state accolte, quasi 400mila respinte e circa 170mila in evidenza per ulteriore attività istruttoria. Ad oggi vi sono state 1.025 rinunce, mentre circa 32mila nuclei sono decaduti dal beneficio. Il presidente Inps Pasquale Tridico: “I controlli sono stati massivi e preventivi rispetto all’accoglimento delle domande. L’azione sinergica delle Amministrazioni dello Stato sta facendo emergere il lavoro nero di chi ha provato comunque a chiedere il reddito, anche se la maggior parte di chi lavora a nero non fa domanda di reddito”, spiega Tridico.

Fonte: Ansa, IlSole24ore, ItaliaOggi

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