Home Cronaca Arresto per Antonello Nicosia: assistente parlamentare e amico dei mafiosi

Arresto per Antonello Nicosia: assistente parlamentare e amico dei mafiosi

ULTIMO AGGIORNAMENTO 22:11
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E’ stato arrestato Antonello Nicosia, direttore dell’Osservatorio internazionale dei diritti umani, una onlus incentrata sulla difesa dei diritti dei detenuti.  Aveva fatto parte dei Radicali Italiani ed era assistente della deputata di Italia Viva Giuseppina Occhionero. Ora è in stato di fermo con l’accusa è di associazione mafiosa. 

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Era stato tra i primi ad esultare per la bocciatura dell’ergastolo ostativo da parte della Corte di Strasburgo e della Consulta italiana. Forse Antonello Nicosia, 48enne di Sciacca, già prevedeva il suo imminente arresto. O forse no, ma doveva, comunque, difendere gli “amici” secondo l’accusa. Direttore dell’Osservatorio Internazionale dei Diritti Umani, onlus nata con lo scopo di tutelare i diritti dei detenuti, Nicosia – come riferisce AGI – è ora in stato di fermo con l’accusa di associazione mafiosa. Oltre a ricoprire l’importante ruolo di direttore di una onlus per i diritti umani, conduceva la trasmissione televisiva Mezz’ora d’aria, che aveva come focus la vita dei carcerati. Inoltre, da novembre 2018, faceva anche parte del Comitato Nazionale dei Radicali Italiani. Ed è stato anche assistente parlamentare di Giuseppina Occhionero, deputata del nuovo partito di Matteo Renzi, Italia Viva. Proprio grazie a questo incarico aveva accesso ad istituti penitenziari dove erano reclusi detenuti rei di associazione mafiosa e poteva portare all’esterno i messaggi dei boss. Stando alle ricostruzioni fatte dagli inquirenti grazie alle intercettazioni, Antonello Nicosia aveva contatti diretti con il boss latitante Matteo Messina Denaro, che reputava il suo primo ministro, e con il boss Accursio Dimino. Con quest’ultimo – riporta l’Ansa –  avrebbe gestito business in società e riciclato denaro sporco.  Stavano anche progettando l’omicidio di un imprenditore di Sciacca per mettere mano sulle sue aziende. Dalle indagini condotte dal Gico di Palermo e dai carabinieri del Ros, è emerso che Nicosia, lo scorso febbraio, avrebbe si sarebbe riunito a Porto Empedocle con due pregiudicati mafiosi per la realizzazione di un progetto che interessava direttamente Messina Denaro e da cui l’indagato,  si aspettava di ricevere un ingente finanziamento. Come riferisce il Giornale di Sicilia, sempre in virtù del suo ruolo di assistente parlamentare, Antonello Nicosia, nel corso degli anni, ha cercato di favorire alcuni detenuti tra cui Filippo Guttaduro, cognato di Matteo Messina Denaro.

La deputata di Italia Viva, Giuseppina Occhionero, a cui Nicosia ha fatto da assistente, si è affrettata a prendere le distanze “Abbiamo collaborato solo per qualche mese. Le visite ai detenuti facevano parte del suo ruolo”.  Come riporta Huffington Post, anche l’ex segretario dei Radicali Italiani Rita Bernardini è subito saltata sulla difensiva “Non mi piacevano le idee di Nicosia, mi è subito sembrato un esaltato. E comunque aveva interrotto già da tempo i rapporti con i Radicali.” Non si è ancora pronunciata, invece, la numero uno dei Radicali e di Europa +, Emma Bonino. Bonino, durante la campagna elettorale del 2018, si era spesa parecchio contro il presunto pericolo di nazionalismo divulgato dal Centrodestra di Matteo Salvini e Giorgia Meloni. Come riferiva sempre l’Ansa, queste erano le sue parole “Dobbiamo combattere le spinte sovraniste, populiste e razziste che provengono da Destra, solo noi possiamo colmare questo vuoto“. Peccato che non abbia saputo mettere altrettanta energia per vigilare su chi faceva entrare nella propria cerchia e si sia ritrovata in “casa” un collaboratore dei boss di cosa nostra.

Tra gli aspetti più rimarchevoli dell’indagine alcune intercettazioni, riportate da Repubblica. In una di queste Antonello Nicosia mentre era in auto con un esponente nazionale dei Radicali, nei pressi dello scalo “Falcone e Borsellino” Nicosia parlaVA proprio dell’uccisione di Giovanni Falcone, nella strage di Capaci del 23 maggio 1992 come di “un incidente di lavoro“. E diceva: “All’aeroporto bisogna cambiare il nome. Ma perché dobbiamo spiegare chi sono, perché dobbiamo sempre mescolare la stessa merda?“. E ancora: “Quello là non era manco magistrato. Aveva già un incarico politico“.

Intervistata da La7 Emma Bonino ha commentato l’arresto di Antonello Nicosia: “I processi si fanno in tribunale. Da cittadino penso che debba prevalere la presunzione di innocenza fino a sentenza definitiva. La nostra attività a tutela delle guardie penitenziarie e nelle carceri continuerà con rinnovato vigore”.

Fonte: Ansa, Repubblica, La7, AGI, Huffington Post, Giornale di Sicilia

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