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Governo, niente assegno unico per le famiglie meno abbienti

ULTIMO AGGIORNAMENTO 22:15
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Nelle misure di welfare previste dal Governo  non è compreso l’assegno unico per i figli a sostegno delle famiglie con un reddito medio basso.

Assegno per le famiglie - Leggilo

 

Welfare sì ma non esageriamo. Questo sembra dire, tra le righe, il nuovo esecutivo giallo rosso capitanato dal premier Giuseppe Conte. Salta, infatti – come riporta LaPresse – la misura dell’assegno unico per i figli che sarebbe dovuto essere destinato alle famiglie con un reddito medio basso. La risoluzione di maggioranza sulla Nota di aggiornamento al Def impegna il Governo nel corso del prossimo triennio di programmazione “al riordino e all’unificazione degli strumenti esistenti per la valorizzazione e il sostegno delle responsabilità familiari e genitoriali“.

La Nota finanziaria prevede promozione del welfare, sostegno e alla qualificazione del sistema sanitario universale, rafforzamento delle politiche abitative e all’implementazione di interventi in favore delle famiglie, con particolare riguardo all’azzeramento delle rette per gli asili nido per i redditi medi e bassi e un ampliamento dell’offerta a partire dal Mezzogiorno. Ma niente assegno unico. Queste – riferisce Huffington Post – le parole del viceministro all’Economia Antonio Misiati: “Prevediamo d’inserire più bonus per le famiglie e non un assegno unico come fanno Germania, Francia e Gran Bretagna” ha detto, aggiungendo: “Il sostegno alle famiglie è una nostra priorità. Vogliamo lavorare con politiche di ampio respiro e inserendo nuovi strumenti“. Il viceministro – riporta Adnkronos – ha infine ammesso: “Non riusciremo  ad affrontare una questione così ampia in questa Legge di bilancio“.

Una palese contraddizione dunque: le politiche a sostegno delle famiglie sono sì una priorità ma il Governo, ora, non può trattarle come tali.  Dopo aver approvato la Legge sul taglio dei parlamentari, fortemente voluta dal M5s di Luigi Di Maio, probabilmente l’agenda imporrà di discutere dello Ius Soli, nella variante Ius Culturae. Intanto, riporta Wired – l’Italia sta vivendo un preoccupante calo demografico, Secondo dati Istat il 31 dicembre 2018 vivevano in Italia 60.359.546 persone, 124 mila in meno rispetto al 2017 e 400 mila in meno rispetto al 2008.  Il numero delle nascita è in crollo dal 2008: nel 2018 i bambini iscritti all’anagrafe sono stati 439747, 18 mila in meno rispetto al 2017. Per la prima volta, dopo ben 90 anni, il Paese anziché crescere diminuisce.

Fonte: Adnkronos, Huffington Post, LaPresse, Wired.

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