L’accordo di Malta sui migranti contiene una clausola che incastra l’Italia e svincola gli altri Stati da ogni dovere di accoglienza.

Accordo Malta clausola fregatura

Le perplessità non mancavano quando dell’accordo di Malta si è parlato nel corso di interviste fin troppo ottimistiche: parole a sproposito e semplificazioni per un problema terribilmente complesso.  Quelle stesse perplessità sono confermate ora che il testo dell’accordo – ma sarebbe più esatto definirla dichiarazione d’intenti – è stato reso noto. Certo nessuno della stampa mainstream ha parlato di ” notizia falsa” ma definire una “svolta” quanto discusso a Malta pochi giorni fra tra i ministri dell’interno di Germania, Francia, Italia, malta e Finlandia sembra perlomeno un azzardo. Ma forse il Premier Giuseppe Conte e il suo nuovo Ministro dell’Interno Luciana Lamorgese non avevano letto attentamente le 5 paginette quando lo hanno definito “Un risultato straordinario mai raggiunto prima“. Infatti, in queste 5 paginette che dovranno essere ratificate il prossimo 8 ottobre, vi è una clausola che dice esplicitamente questo: “Qualora i flussi di migranti dovessero diventare troppo massicci, i Paesi firmatari possono sottrarsi ai loro doveri di solidarietà“. Infatti – chiarisce AGI – non si tratta di un accordo legalmente vincolante che comporti sanzioni. E’ tutta una questione volontaria, lasciata dunque al buon cuore di ogni singolo Stato. Pertanto, alla fine dei conti e, soprattutto, alla fine dei proclami di Conte, per l’Italia non cambia nulla: potrebbe essere lasciata di nuovo sola a gestire tutto il peso dell’immigrazione. E, con la riapertura dei Porti voluta dal Presidente del Consiglio, le partenze sono aumentate nuovamente del 50% in un solo mese e con ogni probabilità cresceranno ancora. Questo significa che i flussi diventeranno massicci in men che non si dica e i Paesi che hanno sottoscritto l’Accordo di Malta potranno tirarsi indietro in un batter d’occhio. Tra l’altro l’accordo vale solo per 6 mesi al termine dei quali, in ogni caso, ogni Stato può decidere di uscire. Non solo. Prima ancora di quel termine, riferisce l’Ansa, è prevista una exit strategy: ogni Paese firmatario, in altre parole, può uscire dall’accordo quando vuole se ritiene che gli sbarchi dei migranti siano diventati troppi e, quindi, ingestibili.

Forse il leader leghista Matteo Salvini non aveva tutti i torti quando ha definito l’accordo di Malta “L’ennesima fregatura“. L’ex Ministro dell’Interno, infatti, ha ritenuto che quelle di Malta erano  vuote promesse  fatte dall’Europa all’Italia “normalizzare” i rapporti con la Ue. Queste – riporta Adnkronos – furono le parole del Ministro: “Riaprire i Porti credendo nelle promesse dell’Europa è follia. Non hanno mai fatto nulla per aiutarci, perché dovrebbero farlo ora? A guadagnarci saranno solo gli scafisti!” E mentre il Premier Conte ha  replicato definendo il suo ex Ministro Salvini “invidioso”, le Ong hanno buon motivo per pianificare nuove partenze incentivate anche dall’intenzione, già dichiarata, del nuovo esecutivo giallo rosso di buttare nella spazzatura, oltre al progetto Flat Tax, anche i Decreti Sicurezza.

Fonti: Ansa, Agi, Adnkronos.

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