Sgarbi: “Grillo ha accettato il PD per ingraziarsi i giudici dopo lo stupro del figlio”

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Non si placa l’ira di Vittorio Sgarbi contro i componenti del nuovo governo e, in particolare, contro Luigi Di Maio al Ministero degli Esteri. Post sarcastico e dichiarazioni alla Camera dei Deputati: le polemiche non si placano.

Sbarbi a Di Maio: "Sei una copertura!"

Luigi Di Maio ministro degli Esteri: a Vittorio Sgarbi non piace questo elemento. Per comunicare a tutti il suo disappunto, il noto critico d’arte lo scrive in cinese, sulla sua pagina Facebook. Un post pieno di ideogrammi, apparentemente incomprensibili: l’allegata traduzione di Google svela l’arcano. Cosa ha scritto in realtà Vittorio Sgarbi? “Se ‘il Luigi Di Maio’ è ministro degli Esteri, io posso scrivere in cinese!“, questa la battuta ironica che ha subito stimolato le reazioni dei suoi follower.

Ma la stoccata più grande Vittorio Sgarbi l’ha lanciata a Di Maio in aula, nella Camera dei Deputati, nel corso delle dichiarazioni in dissenso, al termine del dibattito sulle dichiarazioni programmatiche del presidente del Consiglio, Giuseppe Conte.

Ora è tempo di grandi padri e di elevati maestri. Questo è il governo Grillo-Renzi. Quando Piero Piccioni fu accusato del delitto Montesi, il padre, il ministro Attilio Piccioni, si dimise. Quando invece il figlio dell’elevato Grillo è stato accusato di stupro, Grillo ha fatto Di Maio ministro degli Esteri, cercando la copertura del PD che controlla i giudici, come si è visto bene con il caso Palamara“. Il riferimento è alla vicenda che vede coinvolto il figlio di Beppe Grillo, accusato di stupro.

Grillo -continua Sgarbi, come riportato da Adnkronossi è agitato come un ossesso per fare un governo amico con il nemico Renzi, ha rinnegato il suo movimento, arroccandosi nel Palazzo con assoluta spudoratezza e con il sostegno dei parlamentari terrorizzati di perdere il seggio, dopo aver acceso il mutuo per comprare la casa. Non c’è alcun rispetto per gli elettori ma su di loro pesa come un macigno, la riflessione di Paolo Borsellino: ‘la rivoluzione si fa nelle piazze con il popolo ma il cambiamento si fa con il voto nelle cabine elettorali’“.

 Alessandra Curcio

Fonti: Adnkronos, Agenzia Vista, Vittorio Sgarbi Facebook

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